Martedì scorso è stata presentata la tanto attesa Guzzi V7 Classic. Dopo la sua prima apparizione allo scorso Salone di Milano, dove aveva riscosso molto successo in varie categorie di appassionati e non delle due ruote, la Moto Guzzi è pronta a lanciare sul mercato l'erede delle gloriose V7 e V7 Special che a partire dal finire degli anni sessanta segnarono l'inizio di una nuova era: quella delle maxi moto italiane.
La V7 rappresentò infatti il debutto del bicilindrico trasversale a V di 90° dotato di una cilindrata di ben 703cc, un valore record per l’epoca, che insieme al comfort, l'eleganza e l'affidabilità del mezzo, portarono velocemente questo modello e la Casa lombarda, al successo mondiale presso pubblico e la critica. Da allora alla Moto Guzzi decisero di concentrarsi in quello che rappresenta a tutt'oggi il proprio simbolo: il bicilindrico a V.
Questo nuovo modello, che si può con merito iscrivere nella generale strategia di rilancio del glorioso marchio di Mandello del Lario, riprende fedelmente e ricrea il fascino delle sue antenate DOC, aggiornandole con le moderne tecnologie per quanto riguarda la dotazione tecnica, la ciclistica, e il nuovo motore da 750cc Euro 3.
Destinata ad un pubblico di nostalgici di un'epoca "romantica", agli amanti del vintage e al gentil sesso, la Moto Guzzi V7 Classic ripropone i colori, i fregi ed i fianchetti laterali portaoggetti della Special ed il serbatoio della V7 Sport del 1974 che insieme al telaio a doppia culla verniciato di nero, la sella piatta e solidale al parafango posteriore e agli scarichi cromati a forma di sigaro che corrono bassi su entrambi i lati, ne fanno una perfetta "seventies replica". A perfezionare il tutto concorrono poi le abbondanti cromature, le ruote a raggi adatte ad ospitare pneumatici sportivi a spalla alta, e un quadro strumenti con grafica d’antan, in cui si integrano due sobri display per informare sul funzionamento e sulla diagnostica del mezzo.
Il cuore della nuova Moto Guzzi V7 Classic, è il bicilindrico trasversale small block a V di 90° da 744 cc, alimentato dal sistema d’iniezione elettronica Weber Marelli, con corpi farfallati da 36 mm di diametro e assistito da sonda Lambda. Caratterizzato da un alesaggio di 80 mm per una corsa di 74, da un riporto antiusura in grafite sui pistoni e dai cilindri in lega d’alluminio, è accreditato di una potenza massima di circa 50 CV e una coppia massima di 5,6 kgm (54,7 Nm) raggiungibile a soli 3600 giri. Il cambio, dalla rapportatura pensata principalmente per un uso turistico, è a 5 rapporti.
Le caratteristiche del propulsore, unite ad una ciclistica dalla buona qualità che cerca il giusto compromesso fra stabilità e maneggevolezza e alle dimensioni contenute del mezzo, ne fanno derivare un uso agile e maneggevole sia in città che sui passi montani, con una tenuta di strada e una stabilità che rendono la guida intuitiva e piacevole sia per i neofiti che per i piloti più esperti. I cavalli saranno "pochini", ma questo modello non nasce all'insegna della ricerca delle prestazioni, quanto piuttosto all'insegna della "bella guida" e di un uso prevalentemente cittadino e turistico, come da tradizione per il marchio Guzzi.
La frenata è affidata all'anteriore ad una pinza Brembo a quattro pistoncini che agisce su un singolo disco flottante da 320 mm di diametro, mentre al posteriore la pinza morde un disco da 260 mm.
Non dimentichiamo poi un elemento difficilmente traducibile in parole: il borbottare cupo e pieno del bicilindrico a V.
Prevedendo un buon successo di vendite, ci aspettiamo di sentirlo presto fare eco tra gli edifici dei nostri centri urbani e correre libero sulle colline e tra i campi.
La Guzzi V7 Classic verrà proposta al prezzo promozionale di 7.990 euro per le prime tre settimane di maggio, poi si attesterà a 8.300 euro.