Motomondiale
Doohan: la situazione della MotoGP...
Dopo la fine della sua carriera di pilota, Doohan è rimasto nell’orbita del mondo della GP. Dapprima con un ruolo consulenziale per Honda, poi, in generale, come opinionista e uomo immagine. Pur se decisamente più rilassato rispetto ai tempi in cui correva, è difficile che Mick apra la bocca per dire banalità o comunque qualcosa che non pensa in nome della correttezza politica. Non c’è quindi da stupirsi se va un po’ controcorrente nelle sue valutazioni sulla situazione attuale, in un’intervista pubblicata sul sito ufficiale della MotoGP. Per quanto riguarda Stoner e la Ducati, il cinque volte campione del mondo non si sbilancia, salvo notare che qualcosa di strano ci dev’essere: “Non ho parlato con Casey o altri della squadra, ma è ovvio che qualche problema ci sia, non so se le gomme o qualche modifica fatta da Ducati. Ma visto in che maniera hanno dominato l’anno scorso, non ci metteranno molto a rimettersi in riga – sono state corse, in fondo, solo tre gare”. Mick è molto positivo anche su Lorenzo, ma tende a frenare un po’ gli entusiasmi di chi ha già battezzato Jorge come il pilota che farà le scarpe a Rossi. “Negli ultimi due anni, chi era forte in 250 si è adattato rapidamente alla GP, ancora di più con le nuove 800. Credo che comunque la situazione la dica lunga su quanto Lorenzo fosse forte anche prima, un po’ come Rossi prima di lui. Yamaha ha lavorato duro per tornare a vincere, e Michelin pure, per cui credo che la situazione di Jorge sia figlia di una combinazione di fattori. La moto gli dà tanto feeling e grip rispetto alla 250, e lui sfrutta tutto al meglio. Finora ha fatto bene, ma ha ancora molta strada da fare prima di poter pensare di aver battuto un pilota come Valentino.” Inevitabile che gli venga chiesto un parere su Rossi, il pilota che tutti, lui stesso compreso, hanno battezzato come suo erede: ce la farà a riconquistare il titolo? “Ci vorrebbe la sfera di cristallo! Dipende solo dal fatto che lui e Jeremy (Burgess, che prima di Rossi era il capotecnico, appunto, di Doohan, Ndr) riescano a mettere a punto la moto per finire la gara sulle gomme attuali, o che Bridgestone riesca a produrre le gomme che gli servono. Ma ancora, dopo sole tre gare, tutto può succedere: avremo un quadro più chiaro più avanti”. Mick chiude poi con una professione di fede in Rossi e Burgess: “Tutte le case che corrono in MotoGP hanno le capacità per vincere, se ben indirizzate. Credo che Valentino, e soprattutto Jeremy, che fa il suo lavoro al top da tantissimo, sappiano bene quali siano gli ingredienti per mettere insieme un team vincente”. Come a dire, una volta adattate le Bridgestone alla Yamaha… non so voi, il sottoscritto non vede l’ora che parta la gara cinese. |
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