Adesso che i motori si sono spenti, che l’adrenalina è scesa, è possibile fare un primo bilancio della 24 ore di Le Mans chiusa per il team Runner Bike in modo più che soddisfacente. Alla stesura delle classifiche ufficiali la squadra Italiana ha guadagnato un ulteriore piazzamento in classifica per la clamorosa rottura del motore della BMW avvenuta dopo 23 ore 57 minuti e 21 secondi di gara.
I 688 giri compiuti dalla Kawasaki numero 90 sono stati quindi sufficienti per classificarla in ventiseiesima posizione assoluta e al nono posto della coppa del mondo Endurance Stock. Il team conquista quindi i primi 10 punti mondiali, è stato l’unico team italiano ad andare a punti a Le Mans e la prima Kawasaki al traguardo nella sua classe. Una soddisfazione evidente dalle parole dei protagonisti.
IVO ARNOLDI
È stata una gara davvero complicata ma finalmente possiamo sorridere. A parte la scivolata in cui sono incappato all’inizio della gara sono molto contento delle prestazioni mie e della moto. Mi sono trovato bene in sella alla ZX-10R, e come al solito la notte è stata la nostra miglior alleata. Con il buio siamo davvero forti e in condizioni difficilissime siamo riusciti a recuperare molte posizioni. Se non avessimo perso un po’ di tempo ai box per rimediare a piccole noie (come la manopola sfilata ad esempio) avremmo raggiunto senza problemi l’obbiettivo del quinto posto di categoria che mi ero prefissato. Gli ultimi 20 minuti sono stati un inferno per me, spingere la moto dopo 24 ore di gara è una sofferenza unica. Ma dovevamo finirla per forza. Colgo l’occasione per ringraziare Max e tutti i meccanici che hanno riparato la catena a tempo di record. Finire una 24 ore difficile come questa è una soddisfazione enorme.
IVO BELLEZZA
Avevo fatto pochi chilometri in sella alla Ninja prima di questa gara, per questo ho impiegato un po’ per trovare il giusto feeling con la moto. In prova quindi ho faticato più del previsto. In gara invece è andato tutto per il meglio: sessione dopo sessione, mi sono trovato sempre più a mio agio, lo dimostra il mio giro veloce in gara, che è di quasi due secondi più veloce del tempo di qualifica. Anche sul bagnato non ho avuto particolari problemi, le Rain Dunlop sono davvero ottime non sono nella tenuta ma anche nella durata e l’assetto “rain” che abbiamo trovato ci ha permesso di cambiare poco le gomme nei momenti critici della gara. Ho avuto anche paura di rivivere l’esperienza negativa già vissuta nei test. La BMW numero 17 ha rotto il motore proprio davanti a me, e mi sono ritrovato inondato d’olio. Per fortuna non è successo niente. Si, posso dire di essermi davvero tolto un peso. Questa gara sembrava stregata per noi finalmente abbiamo rotto l’incantesimo.
STEFANO CORDARA
Una fatica tremenda!! La gara è stata davvero difficile e quel turno di notte con la pioggia che andava e veniva e le gomme slick me lo ricorderò per un pezzo. In ogni caso sono davvero soddisfatto per come sono riuscito a guidare. Il tempo che ho fatto in qualifica ha sorpreso anche me, segno che la nostra Kawasaki è davvero molto competitiva. In gara ho cercato di tenere un buon passo senza strafare nei momenti delicati e spingendo al massimo quando la pista era in condizioni ottimali. Peccato solo per la serie praticamente infinita di problemini secondari che abbiamo avuto e che ci hanno fatto perdere troppo tempo ai box. Con qualche minuto perso in meno avremmo potuto fare anche meglio. Ma in gare lunghe come le 24 ore, si sa, può succedere davvero di tutto. In ogni caso, a parte il batticuore finale per quel problema alla catena tutto è andato per il verso giusto. Sono davvero soddisfatto, questa è la gara più dura della stagione. Volevamo portare a casa qualche punto mondiale e ci siamo riusciti. Arnoldi è stato davvero stoico nel finale. Un vero pilota da Endurance.
MAX TRESOLDI (Direttore tecnico)
È proprio vero che le gare non sono mai finite fino alla bandiera a scacchi! Il problema alla catena a 20 minuti dalla fine è stata la ciliegina finale che ci ha fatto assaporare ancor di più un risultato positivo. Triando le somme, la moto ma marciato molto bene per tutta la gara, qualche piccolo fastidio come un paio di viti allentate o la manopola fori posto sono più che accettabili in una gara tremenda che ha visto ritirarsi 14 equipaggi per rotture o cadute. I piloti sono stati bravi a non farsi prendere la mano nei momenti delicati, e devo ringraziare gli addetti al pit stop perché davvero non hanno sbagliato un colpo, velocissimi e precisi come sempre. Adesso ci aspetta Albacete, dopo questa 24 ore ho imparato a conoscere ancor meglio la Kawasaki, ho già in mente un paio di interventi che ci consentiranno di essere ancora più rapidi ai box..