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La tecnica

Honda CBR1000RR: analisi tecnica

26 novembre 2003
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Honda CBR1000RR: analisi tecnica

La Honda CBR900RR era nata con una filosofia ben precisa: ridurre al massimo il peso della moto, anche a scapito delle prestazioni assolute, per ottenere una guida fulminea ed agile come le migliori setteemezzo ma con una potenza più vicina alle sportive da un litro. Era il 1992, e la prima Fireblade fu subito un successo, che in seguito è stato mantenuto grazie ad una evoluzione che non ha mutato il concetto di base; anche la cilindrata è stata gradualmente aumentata, ma per mantenere una sezione frontale compatta non si è mai ecceduto.

Questa filosofia, oltre che su strada, ha dimostrato di essere efficace anche in pista, dove la CBR900RR ha conquistato gare importanti come il “Tourist Trophy” dell'Isola di Man, l’8 ore di Suzuka, la “24 Ore” di Le Mans.

Adesso però è venuto il momento di una svolta, dovuta anche al nuovo regolamento del Mondiale Superbike, che vedrà dal 2004 i quattro cilindri da un litro schierati al via senza limitazioni di sorta. Ed a Tokyo si è deciso di rivoluzionare la CBR: se prima l’obiettivo era quello di risultare “la più leggera Super Sport della categoria”, per il 2004 i fattori determinanti sono stati quello di accrescerne il potenziale “SBK Racing”.

I principali obiettivi nello sviluppo della nuova Fireblade sono stati dunque maggiore potenza, telaio e maneggevolezza derivati direttamente dal codice genetico della RCV e spirito “pistaiolo” più brillante di ogni concorrente.

 Il motore

Il nuovo motore non deriva dal precedente, ma è frutto di una completa riprogettazione. E' più corto e compatto, nonostante la cilindrata di 998 cc ottenuta però con il solo aumento della corsa da 54 a 56,5 mm, con una scelta tecnica decisamente controcorrente che privilegia la coppia piuttosto che la potenza assoluta.

La compattezza longitudinale dei propulsori acquisisce un peso sempre più importante alla luce delle nuove impostazioni ciclistiche, che vedono forcelloni sempre più lunghi ed una posizione del pilota sempre più centrale, così da migliorare la trazione. Nel motore della 1000RR è stata dunque rivista la disposizione dell'albero motore, con l'albero condotto posizionato adesso sotto l'albero primario, riducendo così l'ingombro di ben 5 cm.

Per ridurre le vibrazioni di secondo ordine è sempre presente un contralbero di bilanciamento, e la sua posizione è stata mantenuta quanto più vicina al baricentro del motore, spostando nel contempo im motorino d'avviamento da sinistra a destra dell'albero motore; la coppia del motorino è stata aumentata per far fronte alla cilindrata maggiorata, ma senza aumentarne dimensioni e peso.

La tecnica utilizzata per la pressofusione del motore, denominata "semi-closed deck", ha permesso di ottenere una migliore precisione dimensionale anche in presenza di notevoli sollecitazioni termiche, riducendo quindi le distorsioni che avvengono ai massimi regimi di rotazione e migliorando l'affidabilità generale del propulsore.

Anche i pistoni sono completamente nuovi, realizzati in alluminio forgiato con un trattamento superficiale antiattrito ottenuto incorporando particelle di molibdeno puro sul mantello laterale del pistone. Nuovi ugelli per portare olio ad alta pressione sul lato inferiore del cielo del pistone migliorano ulteriormente il raffreddamento.
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