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Bandiere elettroniche al GP di Singapore
In passato non sono mancati episodi controversi dovuti alla poca visibilità delle bandiere gialle durante un Gran Premio, a partire dall'episodio che portò alla squalifica di Max Biaggi durante un GP della classe 500. LE moto odierne sono oramai dei concentrati di tecnologia da far impallidire uno shuttle, la ricerca scientifica per le MotoGP costa più che quella necessaria per mandare un uomo su Marte, ma quando si tratta di avvertire i piloti di un pericolo o di un problema ci si affida ancora ad un omino che sventola una bandiera da dietro un muretto, cercando di farsi vedere dai piloti ma anche di non avvicinarsi troppo alla pista per motivi di sicurezza. Dopo anni di chiacchiere, in F1 hanno deciso di risolvere il problema in modo pragmatico, perlomeno per il prossimo GP di Singapore che si terrà in notturna, una tendenza che (purtroppo, ma questa è un'altra storia...) si farà sempre più largo anche nel Motomondiale. Si tratta di un sistema chiamato con poca fantasia Digiflags, composto da 35 grossi schermi digitali che possono mostrare i colodi delle diverse bandiere, rendendo più semplice per i piloti capire che diavolo sta succedendo mentre corrono ad oltre 300 km all'ora. Il sistema sarà usato congiuntamente alle tradizionali bandiere sventolate dai commissari di percorso. Vedremo se il sistema sarà giudicato positivamente dai piloti, e nel caso se e quando sarà adottato anche da altri circuiti. |
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