Stavolta tutto è andato come doveva andare, e Bautista ha rifatto una gara delle sue – di quelle che faceva in 125, quando ha vinto il titolo iridato. E’ partito salutando la compagine, forzando subito il ritmo con gomme fredde (e pista umida, in questo caso) e… la sfortuna, per una volta, non ci ha messo lo zampino. Il risultato è apparso quasi scontato, non appena si è visto che l’Aprilia ufficiale di Alvaro macinava giri con la sicurezza dei giorni migliori. Bravissimo Alvaro, quest’anno appare sicuro e “comodo” come ai tempi della ottavo di litro, mentre l’anno scorso, anche quando vinceva, era sempre appeso a un filo, impiccato in tutte le staccate, quasi pericoloso da avere vicino.
Dietro di lui un fantastico Simoncelli, che non avrà rifatto i miracoli come ieri in prova, ma ha dimostrato da un lato di aver ritrovato il manico che tutti gli hanno sempre riconosciuto fin dai tempi della minima cilindrata, dall’altra di aver perso – o almeno così sembra – la tendenza a cadere che non ha mai abbandonato durante la sua carriera nella quarto di litro. Noi, da parte nostra, non possiamo che esserne felici: un italiano protagonista che si ritrova non sarebbe affatto male.
Anche perché Pasini, purtroppo, con la caduta di oggi (la seconda non ha tolto né aggiunto niente a quanto era già successo) ha gettato al vento tanti punti pesanti e la leadership del mondiale. L’errore è di quelli che si possono commettere: un contatto ci sta, ma forse, con il senno di poi, Mattia avrebbe dovuto usare una maggior prudenza nel duello con Aoyama. Il giapponese è sempre stato un duro nei duelli, ed era piuttosto difficile immaginarselo tanto remissivo da chiudere il gas mentre era davanti, e per di più sulla traiettoria interna. Peccato, perché Mattia, se pure oggi non sembrava affatto nelle migliori condizioni (tanto tecniche quanto di forma), aveva comunque un’Aprilia velocissima, e amministrando un po’ meglio la situazione avrebbe potuto limitare i danni alla grande.
Il terzo gradino del podio, quindi, se lo è meritatamente preso Kallio. Il finlandese ha corso benissimo per tutta la gara, pur con una KTM stranamente piuttosto lenta in rettilineo. Il finale thrilling, che ha visto Simoncelli prevalere di pochissimo sulla linea del traguardo, è stato davvero emozionante, ricordando un po’ l’arrivo di Misano 1991 fra Cadalora e Bradl.