Motomondiale
GP Estoril, QP MotoGP:
E con questa siamo a tre su tre: parliamo di pole, naturalmente, e di quel Lorenzo che, appena arrivato, sta portando sconquasso – con le parole ma anche e soprattutto i fatti – nell’establishment della MotoGP. Sembrava quasi posseduto, oggi, Jorge: ha iniziato ad uscire relativamente tardi, ma quando ha iniziato è stato micidiale. Ha esordito girando con gomme da gara più forte di quanto non facesse De Puniet con le coperture da qualifica, e poi ha sparato quattro sessioni con gomme da tempo migliorandosi costantemente. Viene da pensare a cosa avrebbe potuto fare se Vermeulen, molto indietro, non lo avesse ostacolato durante uno dei suoi giri veloci. Jorge sembra semplicemente correre su un’altra pista, che invece della lenta chicane del “cavatappino”, nel quarto split, abbia un rettilineo. Impressionante. Dietro di lui un Pedrosa molto positivo che ha provato a prendersi la pole in extremis senza però riuscirci. Lo spagnolo ha lavorato molto sull’assetto da gara, e chi scrive ha quasi l’impressione che sia uscito a tempo quasi scaduto solo per assicurarsi la prima fila. Terzo un ottimo Rossi, unico a volare con le Bridgestone da qualifica: per trovare il secondo dei piloti gommati dalla gara giapponese bisogna scendere fino alla nona piazza. Segno che il lavoro di adattamento della Yamaha (diciamocelo, la M1 2008 è probabilmente la moto migliore in pista, o quantomeno vale la Honda ufficiale…) alle Bridgestone, sia pur lungi dall’essere terminato, procede molto bene. Soprattutto considerando che il tracciato portoghese è uno di quelli su cui il gommista jap ha sofferto di più. Seconda fila che conferma i valori tecnici espressi dalla prima: in fila troviamo Hayden, Edwards e Toseland, confermando come M1 ed RC212V siano le moto da battere. Anche perché qui, la Ducati sta vivendo una situazione letteralmente disastrosa: come al solito Stoner è l’unico ad aver combinato qualcosa, infliggendo ere geologiche di distacco ai compagni di marca, ma è solo nono. Il fatto che il risultato sia stato ottenuto con molto sforzo rende più chiaro il quadro della situazione, in caso non bastasse vedere Melandri incassare poco meno di tre secondi e mezzo. Dietro a un De Angelis con la febbre a quaranta e un West che, se non piove, in MotoGP sembra si e no in grado di recitare il ruolo del turista. Bella prova, invece, per Dovizioso. Andrea sta iniziando a prendere confidenza con le gomme da qualifica, violentando un po’ il suo (splendido) stile. La cosa, forse, potrebbe avere effetti positivi in generale sulla sua guida: dopotutto, praticamente da sempre, la massima categoria richiede una guida un po’ più spigolosa rispetto alla 250. Continua a faticare Hopkins in sella ad una Kawasaki che pare quasi peggiorata rispetto alla scorsa stagione. Male anche Nakano e Capirossi; Loris, però, ha l’attenuante della caduta in cui è incappato proprio nel momento topico delle qualifiche, che gli ha impedito di sfruttare a fondo gli ultimi treni di gomme da qualifica che aveva a disposizione. Foto: Yamaha MotoGP, Honda Professional, Ducati Corse I tempi:
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