
Il libro "Giramondo libero" di Giorgio Caeransi divide in due parti: la prima dedicata al viaggio che l'autore ha compiuto in Vespa dall’Italia attraverso l'Asia fino in India; la seconda contiene una serie di viaggi compiuti da Caeran sui più svariati mezzi ma non sulle tanto care (a noi) dueruote. Il libro è imperniato sullo spirito di scoperta e libertà che pervade l'autore che si definisce viaggiatore e non semplice turista. Giorgio Caeran infatti per la propria voglia di viaggiare, scoprire e conoscere arriva a rinunciare ad un posto di lavoro fisso e anzi ad attribuire ad esso una importanza molto relativa.
E' un punto di vista interessante quello dell'autore che fa del viaggio la propria ragion d'essere dato che tale esperienza lo migliora, lo arricchisce e lo completa. La prima parte del libro forse è la più interessante (quella del viaggio in India) dato che Caeran affronta davvero un'impresa eccezionale senza sponsor e a bordo di una Vespa 200 rally opportunamente modificata per un simile raid. L'autore descrive nei minimi particolari ogni singola tappa del lungo viaggio, i vari costumi delle popolazioni locali, le proprie disavventure, l'incontro con i connazionali italiani sempre pronti ad aiutarlo trovandosi essi in terra straniera.
Quello che colpisce è l'assenza della dimensione tempo, che tanto condiziona il mondo occidentale, e che in questo libro non esiste: ad esempio l'autore parte il 21 agosto 1977 e rientra il 20 luglio 1978 percorrendo 23084Km in Vespa! Semplicemente Caeran non si dà tappe anche se minuziosamente riportate nel libro: mangia quando può, si riposa quando è stanco dove può, ripara la moto quando occorre, seguendo i ritmi vitali suoi e della Vespa. Il libro scorre velocemente ma a volte l'autore si sofferma troppo su alcuni particolari secondari e infarcisce il racconto di giudizi personali sul mondo occidentale, sulla religione, sulle proprie regole morali che a volte infastidiscono, a prescindere dalle idee del lettore, per la rottura del ritmo narrativo. Caeran nei suoi commenti arriva a dire che della propria Vespa poco gli importava, non sa nemmeno dove sia oggi, perchè egli è soprattutto un viaggiatore e quindi poco intressato al mezzo con cui si muove. Orrore!!! Io una Vespa che mi ha portato in India la custodirei gelosamente nel box anche perchè ad essa ho affidato la pellaccia e i ricordi che con essa avrei vissuto sarebbero oggi più vivi, più presenti.
Interessanti sono invece alcuni consigli che l'autore offre sui comportamenti da tenere all'estero, il rispetto dei costumi locali o delle abitudini alimentari, oppure le malizie per difendersi da scippatori e gente poco onesta. Un buon libro quindi, scritto col cuore ma forse un po' troppo "sognatore" anche se ogni tanto confrontarsi con altri modi di pensare la vita serve a farci riflettere e a dare la giusta importanza al lavoro o ai soldi. Indicato più ai viaggiatori incalliti che ai motociclisti duri e puri.
Giramondo libero in viaggio con la vespa o con lo zaino
Giorgio Caeran
Giorgio Nada editore