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Marc Wishmore e Nicola Martini: quei bravi ragazzi...
Poi, invece, li guardi da vicino e scopri altro. Uno è un ex poliziotto inglese, che ha avuto il coraggio di ridare lustro ad un bar per motociclisti alle porte di Londra, simbolo di un epoca: i favolosi “good days”, ovvero gli anni ’60. L’altro è un famoso concessionario Triumph italiano, che ha contribuito non poco a dare lustro alla casa britannica nel “paese degli spaghetti”. Uno è tranquillo. Posato. Sguardo intenso ed immagine da eterno ragazzo “sixty-style”. L’altro è perennemente agitato. Tremila idee per la testa ogni minuto. Un vulcano in piena eruzione. Il primo si chiama Marc Wishmore. Il secondo Nicola Martini. Cosa hanno in comune questi due? Apparentemente, solo una Thruxton costruita da “Mr. Martini” per il re dell’Ace Cafè. Eh già. I due si conoscono nel 2004 alla presentazione ufficiale della Thruxton, dove Nicola ne porta anche un prototipo speciale da lui preparato (la Flashback), da cui prenderà le sembianze la versione che corre nell’omonimo trofeo. Immediatamente scatta la scintilla. Mark inizia ad interessarsi alle realizzazioni di Nicola, fino a quando decide di commissionargli la realizzazione di una Thruxton. Ovviamente “Mr. Martini” ha carta bianca. Nasce l’Ace-Thruxton. Il colore è marrone, come il caffè. Della stessa tinta vengono verniciati anche i cerchi ed i carter del motore. La sella originale lascia spazio ad un codone monoposto proveniente dal kit per la “Thruxton-cup”. Il supporto faro ed il faro vengono sostituiti da altri di colore nero, così come le molle degli ammortizzatori Wilbers. Il motore, invece, viene toccato in minima parte: un kit dinojet per i carburatori e dei cornetti al posto della cassa filtro originale. Il sound ( ….e ne producono veramente tanto….) è compito di due silenziatori Supertrapp sovrapposti, montati su collettori “home made”. Succede così, di salire in moto in una fredda giornata invernale e, dopo diverse ore, pensare di essere arrivati all’Ace Cafè. In realtà non si è nemmeno passato il confine approdando, invece, alla Triumph Verona. La somiglianza tra i due posti è incredibile. La gente che vi entra ed esce pure. Si vive la moto in una dimensione totalmente differente da quella collettiva. Quel matto di Nicola ne ha combinata ancora una delle sue….. |
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