Motomondiale
GP Jerez, FP2 MotoGP: Lorenzo alla riscossa.
La temperatura si alza, non tanto quella ambientale quanto quella – metaforica – dello scontro, a Jerez de la Frontera. Si alza perché Lorenzo inizia a fare sul serio su una pista in cui vorrebbe proprio fare tutti neri e piantare la prima bandiera di Lorenzo’s land nella sua carriera in MotoGP – cosa ci sarebbe di meglio che farlo su una delle piste di casa? E’ ancora presto per dirlo, certo, ma se volete un consiglio, guardate il cronologico del campione del mondo in carica della 250. Tenetevi alla sedia, però. Dietro di lui c’è un Rossi che non ha affatto intenzione di mollare. A Jerez Valentino ha già provato e si vede, ma è chiaro – sempre dall’osservazione del cronologico – che team e pilota stanno ancora facendo esperimenti. Qualche giro e poi dentro, per trovare l’assetto giusto: strano, però, visto che i problemi della Yamaha con le Bridgestone sembrano incentrati sul consumo… Completa un “podio” tutto Yamaha Edwards, che conferma la brillantezza in prova, e, in generale, sulla pista di Jerez (ricordate chi vinse la BMW l’anno scorso?) ma anche la validità della Yamaha, per una volta in cui Toseland fa un po’ cilecca, con la giusta attenuante della scarsa conoscenza del tracciato – la Superbike non ci corre. Anche la seconda fila virtuale è piena di protagonisti annunciati. Apre Hayden, che, come stamattina, conferma come il passo falso qatariano forse proprio quello era: solo un passo falso. Alle sue spalle un Pedrosa che forse è un po’ più nervoso di quanto non sembri: davanti al suo pubblico non può permettersi di sbagliare. Soprattutto, non può assolutamente permettersi di venire sconfitto da Lorenzo; d’altra parte, però, Dani è sempre stato molto “progressivo” in prova, e quindi niente paura… ci verrebbe da dire le stesse cose di Stoner, non fosse che l’australiano è ormai famoso per andare forte subito e aver sempre voglia di dominare tutte le sessioni di prova, e che oggi è addirittura scivolato. Ma è impossibile dimenticarsi di quel “giraccio” a Jerez dei test precampionato… Bene Dovizioso, che contiene il distacco ma soprattutto è il primo delle Honda private; verrebbe da dire bene anche per Capirossi, non fosse che il distacco è pesante. Lui, però, ha una Suzuki, e Vermeulen, con la stessa moto, è disperso nelle nebbie del fondo classifica. Confronti in casa che è meglio non fare parlando di Ducati, altrimenti Melandri ne esce letteralmente sbriciolato: un secondo dal compagno di squadra, in una classifica tanto compatta e tirata, è una vera eternità. Stesso identico discorso in casa Kawasaki: Hopkins non brilla, ma è ancora sofferente per l’incidente nel precampionato, ma anche così non fatica a massacrare West, sempre più in odore di sostituzione… Foto: Yamaha Racing
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