Motomondiale
GP Losail: ma correre di notte vale davvero la pena?
Si sono conclusi ieri i primi test in notturna sul tracciato di Losail. Fa un po’ impressione vedere le MotoGP girare in una luce strana, quasi innaturale, ma l’effetto curiosità si spegne rapidamente e… resta la domanda del perché ci si voglia complicare la vita facendo correre le moto di notte. I piloti dicono che non ci sono problemi di sicurezza, e se lo dicono loro non siamo certo noi in grado di contraddirli. Una cosa, però, vale la pena di sottolinearla: in caso di pioggia, nonostante le rassicurazioni di Ezpeleta, i problemi ci sono. Il patron della Dorna ha liquidato la questione con un serafico “correremo di giorno” in caso di meteo avverso – viene però da chiedersi quando, visto che la domenica pare non essere giorno gradito per gareggiare, in Qatar, e che i palinsesti televisivi forse non sono così facilmente modificabili ‘on the fly’, tanto per usare uno di quegli inglesismi che tanto piacciono ai top manager. Non crediate che in Qatar l’ipotesi pioggia sia tanto peregrina: chi ha buona memoria si ricorderà come, al debutto della superbike, nel 2005, parte delle qualifiche è stata funestata dalla pioggia, e la stessa gara-2 si è salvata per un pelo. Peraltro, la corsa in notturna ha fatto sì che i gommisti abbiano dovuto prepararsi a mescole in grado di “attaccare” con temperature dell’asfalto piuttosto basse – considerando la regola che limita il numero di pneumatici per weekend di gara viene da chiedersi con che gomme correrebbero i piloti se la gara dovesse venire rimandata al giorno dopo, con il sole. Date retta, sperate che la sfiga non ci veda benissimo, come vuole la diceria.Non si capisce comunque il motivo per la gara in notturna. Il palinsesto è favorevole fino ad un certo punto (voi state in casa, il sabato sera, a guardare la TV?) e considerando che in questo periodo le temperature dello stato arabo si aggirano attorno ai 25°, francamente non si capisce il motivo per patire freddo. Indubbiamente, la curiosità per la prima gara è molto forte. Ma svanito l’effetto curiosità, siamo sicuri che non diventerà la solita seccatura come per le gare orientali?A livello tecnico e agonistico, vale la pena di sottolineare come le prove di questi due giorni – a cui starei attento a dare significati che vadano oltre il “test di fattibilità” – hanno messo sugli scudi la Michelin. Curiosamente, mi viene da aggiungere, perché le coperture francesi hanno storicamente sofferto molto le basse temperature. Diverse voci, più o meno ufficiali, vogliono uomini Michelin presenti su tutti i circuiti da un mese prima della gara, con termometri di precisione che misurino temperature di aria e asfalto per accumulare più dati possibile in funzione della scelta delle gomme per la gara. Se è vero, la strategia ha pagato. Sorge comunque un altro dubbio: la regola che limitava il numero di gomme disponibili per ciascun pilota non era mica nata per contenere i costi? Mica vorremo credere che i signori che vanno a campionare le temperature lo facciano gratis, per passione? Mah… |
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