Superbike
Superbike a Phillip ISland: statistiche e curiosità
Phillip Island è presente nel calendario del Mondiale Superbike dal 1990 ed è il circuito più frequentato del mondiale. A Phillip Island sono state disputate 33 gare, una in più di quante ne siano state corse ad Assen, Donington, Misano, Monza e Sugo. Troy Corser è il padrone indiscusso di Phillip Island con ben 7 successi, che spaziano dal 1995 al 2006, dietro a lui Anthony Gobert con 5 vittorie. Il pilota Yamaha è anche il miglior poleman con 4 partenze al palo (la prima nel 1998 e l’ultima nel 2001), mentre gli sfugge il primato relativo ai giri veloci, appartenente ad Aaron Slight, 8 giri veloci, di cui 4 di fila nelle edizioni del 1991 e 1992. Sarà interessante vedere se Corser riuscirà a mettere a segno la pole, perché sarebbe un evento storico: nella storia della Superbike nessun pilota è riuscito a far registrare più di quattro pole sullo stesso circuito. Al momento coloro che sono riusciti a far registrare quattro pole sullo stesso circuito sono: Corser a Phillip Island, Valencia e Misano, Carl Fogarty a Donington e Neil Hodgson a Brands Hatch. GLI AUSTRALIANI IN AUSTRALIA PIETRE MILIARI A PHILLIP ISLAND PRESTAZIONI A PHILLIP ISLAND • Max Biaggi è giunto terzo e quarto nelle gare del 2007, e vanta una vittoria con la Yamaha nel 2000 nella gara del Motomondiale delle 500cc; • Troy Corser ha ottenuto a Phillip Island nel 2006 (gara 1) la sua ultima vittoria. Nel 2007 ha collezionato un paio di quinti posti. Troy ha messo a segno quattro pole consecutive a Phillip Island dal 1998 al 2001, ma da allora non è più partito al palo sul circuito di casa, anche se nelle ultime tre edizioni è sempre partito in prima fila; • il miglior risultato di Michel Fabrizio a Phillip Island è un nono posto in gara 2 nel 2007 su quattro partecipazioni; • Noriyuki Haga ha ottenuto qui una sola vittoria, nel lontano 1998 (gara 2). Nelle ultime due stagioni ha collezionato tre quarti posti ed un terzo in gara 2 nel 2007. Haga non andava a podio a Phillip Island da gara 2 del 2000; • Il miglior risultato ottenuto da Carlos Checa nel Motomondiale a Phillip Island è un terzo posto, conquistato nel 1996 con la Honda NSR e nel 2005 con la Ducati Desmosedici; • Yukio Kagayama ha collezionato due quinti posti all’esordio nel 2005 e poi non è più salito sul podio; • Regis Laconi ha vinto gara 1 nel 2004 e quindi non è più riuscito a salire sul podio. Nel 2007 ha collezionato qui l’unico doppio ritiro della stagione; • Il miglior risultato di Lorenzo Lanzi a Phillip Island è un sesto posto in gara 1 nel 2007; • Gregorio Lavilla riuscì a conquistare un terzo posto a Phillip Island in gara 1, nel 2003; • Karl Muggeridge non vede la bandiera a scacchi in Australia dalla gara d’esordio nel 2005, quando terminò ottavo. Dopo quel piazzamento Karl ha collezionato solo ritiri; • Le prestazioni di Fonsi Nieto a Phillip Island sono andate calando: fu quinto in gara 2 nel 2005, quindi ottavo, due volte nono e quindi quattordicesimo; • Max Neukirchner ha conquistato a Phillip Island l’unico podio della sua carriera nel 2005 in gara 2. LE ULTIME TRE EDIZIONI DELLA GARA DI PHILLIP ISLAND 2006 – In gara 1 Troy Bayliss va in fuga solitaria, ma subito dopo metà gara registra un crollo verticale di prestazioni. Il ritmo tenuto dall’australiano ha fatto sì che la spalla sinistra della gomma posteriore ceda di schianto, rendendo la sua moto inguidabile, al punto che quando viene ripreso da Corser e Barros questi ultimi riescono a passarlo in piena accelerazione sul dritto. Nel finale Corser dà sfoggio di tutto il suo mestiere chiudendo qualsiasi varco a Barros ed andando a vincere. Per evitare i problemi di gara 1, Bayliss per la seconda gara monta una copertura posteriore più dura e nei primi giri invece di andare in fuga si piazza alle spalle dei leader Toseland, Corser e Haga. A poco a poco Bayliss guadagna posizioni e dopo una manciata di giri lui e Toseland lasciano il resto della compagnia. Bayliss rimane coperto fino agli ultimi giri, quando decide di passare Toseland ed andarsene a vincere da solo, con l’inglese che non riesce a reggere il cambio di ritmo. Grosso spavento al quarto giro quando Corser cade in mezzo al gruppo e viene colpito al casco da Barros. Troy però ha la presenza di spirito di alzarsi e buttarsi subito a bordo pista per evitare altri contatti. 2007 – Alla vigilia della corsa c’è preoccupazione circa la durata delle gomme e tutti i piloti decidono di adottare la mescola più morbida. Le preoccupazioni in gara fanno sì che il gruppo di testa composto da Toseland, Bayliss e Corser, proceda quasi al rallentatore, senza nessun attacco o tentativo di fuga. Verso metà gara Corser si stacca, vittima dell’usura dei pneumatici e nel finale Bayliss riesce a scalzare dalla sua ruota Toseland, vincendo con un buon margine. Nel dopogara Toseland affermerà di aver tirato troppo nella prima parte di gara e di non aver avuto le gomme nel finale per contrastare l’australiano. Memore dei problemi avuti in gara 1, Toseland decide di adottare una tattica particolare per gara 2: il pilota inglese si porta in testa nei primi giri, ma anzichè tirare allo spasimo addormenta la corsa, mantenendo un passo discreto ma non impossibile che compatta un piccolo gruppo al comando. In questo modo risparmia le gomme e nel finale, quando cambia ritmo, solo Bayliss riesce a rimanergli in coda, senza tuttavia essere in grado di attaccarlo. TEMPI DA BATTERE |
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