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Via libera alle moto nelle preferenziali. Si, ma a Londra...
“Voglio incoraggiare la gente ad uscire dalle automobili, e usare altre forme di trasporto”, queste le parole di Boris Johnson, candidato alla poltrona di sindaco di Londra nelle prossime elezioni. Fin qui non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che il discorso continua con l’idea di aprire le corsie preferenziali degli autobus anche alle moto – finora, in Gran Bretagna le due ruote erano le uniche a non poter accedere alle corsie riservate, per motivi di sicurezza. Il tutto nonostante le due ruote fossero gli unici veicoli privati già ammessi ad entrare nel centro della capitale inglese senza pagare il "pedaggio" richiesto a tutti gli altri. Lo smaltimento del traffico, prosegue Johnson, passa per l’uso dei motocicli, che lui stesso definisce “elemento chiave nello smaltimento del traffico” nella metropoli britannica. Tanto da arrivare a dire che il togliere il divieto sia un “no brainer”, ovvero una conclusione per cui non serve nemmeno un cervello a capire quanto sia giusta. Ora, sarà la vaga somiglianza con Kenny Roberts da giovane, sarà che Johnson si proclama utente di due ruote – a motore e non – ma una cosa del genere non può che ispirare simpatia. E stimolare qualche riflessione: perché, salvo qualche lodevole eccezione, qui da noi invece le stesse forze “verdi” insistono ad accanirsi su qualunque cosa abbia un motore, senza capire che le due ruote odierne – ma anche quelle non troppo odierne – inquinano pochissimo e sono in grado di risolvere il 90% dei problemi del traffico nelle sempre più congestionate città italiane? Non vorremo davvero pensare che siano tutti così ottusi e miopi da non capire che un autobus inquina quanto una ventina fra moto e scooter, e che non è proponibile l’idea di convertire tutti all’uso di biciclette sulle distanze di una Milano, Roma ma anche solo Firenze… |
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