Motomondiale
Qualche riflessione sui test di Sepang
Prendendo spunto da un articolo di Guido Meda su Controcampo, che mi sento di condividere quasi in pieno nei contenuti – soprattutto quando giustamente auspica un mondiale divertente e combattuto – vale la pena di mettere un altro po’ di carne al fuoco per quanto riguarda i test di Sepang. Come giustamente Guido fa notare, i test non sono le gare. Il valore dei risultati ottenuti da Rossi, con gomme da gara e da qualifica, sono da prendere per quello che sono: la dimostrazione che Yamaha, Bridgestone e il team – oltre che Rossi stesso – hanno lavorato come dovevano. Attenzione a dare per troppo significative certe prestazioni: è facile, facilissimo esaltarsi per il ritorno di un protagonista che l’anno scorso è mancato all’appello troppo spesso. Ne è colpevole anche il sottoscritto, certo, ma a mente fredda è meglio analizzare con maggior lucidità alcuni fattori. E’ vero che un tempone a Sepang sgombra la mente da moltissimi dubbi riguardo la moto, perché con quei suoi drittoni, per fare bene il motore ci dev’essere. E’ altrettanto vero che ci sono diverse pieghe da percorrenza, e quindi anche la ciclistica – che però è sempre stata, probabilmente, il punto migliore della Yamaha – è a posto. Manca l’ultima cosa, il fattore X, la chiave di volta del successo nella MotoGP di oggi, e, forse, nelle gare di sempre. Le gomme. Ora, nei test degli ultimi tre giorni abbiamo avuto la dimostrazione che le coperture giapponesi si adattano senza problemi alla M1, cosa che non era il caso di dare tanto per scontata. E abbiamo anche visto che le prestazioni sono di livello assoluto – sarebbe stato bello che fossero presenti anche Pedrosa e Stoner, ma anche così può andare bene: dopotutto Hayden non era stato esattamente remissivo negli ultimi test. Ma una cosa vale la pena di sottolineare: le Bridgestone, a Sepang, andavano bene anche quando avevano tre piste in croce favorevoli in tutto il calendario (le altre erano Motegi e Rio, per chi non se lo ricorda…), e qui in Malesia sono state indicate come le principali responsabili delle belle prestazioni di diversi piloti, compreso quel Checa che nel 2005 si permetteva di recuperare sul finale di gara su Capirossi e Rossi che si disputavano la vittoria. Morale? Facile. Abbiamo ancora più voglia di vedere cosa succederà a Jerez, da sempre pista Michelin, per la quale tra l'altro il gommista francese promette novità, per non parlare di Doha… |
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| pierohagamax41 | del 08 febbraio 2008 Analisi che condivido in pieno. Hai perfettamente ragione. Non vedo l'ora ci sia questo confronto diretto in spagna, anche per vedere bene cosa riuscirà a fare Rossi in confronto diretto con il debuttante compagno di squadra. Ma anche e soprattutto in confronto con l'uomo da battere, l'australiano che continua a martellare tutti. Se le gomme giapu hanno recuperato il gap su quella pista, se ne vedranno delle belle. Rispondi |
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