
Sarà perché le moto sono - quasi - tutte belle, sarà che con l'aumentare degli anni si comincia a rivalutare il passato, o più semplicemente sarà che col tempo cose che prima ritenevamo assurde lentamente assumono nuovi contorni che le rendono addirittura affascinati. Sta di fatto che come tanti altri appassionati ho riscoperto il piacere di recuperare e riutilizzare le vecchie moto. Intendiamoci, non mi riferisco alle moto d'epoca che costano migliaia di euro e che vengono minuziosamente restaurate, ma più semplicemente a quelle moto ormai vecchiotte che giacciono in qualche angolo del box, coperte di polvere e praticamente dimenticate.
Confesso che adesso quando in sella a una moto nuova fiammante appena ritirata per un test incrocio vecchie enduro anni '80, così come le 4 cilindri giapponesi anni '70 o altri modelli che hanno fatto la storia del motociclismo moderno, provo un pizzico di invidia. Per la precisione provavo, perché da qualche tempo ho scoperto che con poche lire, se non addirittura gratis, ci si può portare a casa una moto che con un minimo di cure può tornare a fare il suo dovere ancora per migliaia di chilometri. In poche parole pochissima spesa e tantissima resa.
Certo non essendo pregiati pezzi d'epoca e nemmeno l'ultimissimo modello farete fatica a fare colpo davanti a un bar alla moda, ma se amate veramente le moto probabilmente sarete pronti a chiudere il discorso con un bel "chissenefrega". E poi non è nemmeno così vero, visto che con una Honda Four o una Yamaha 550 XT ben tenuta a mio avviso si rimorchia più che con l'ultima naked giapponese. Ma poco conta; l'importante è avere un mezzo su cui fare affidamento anche se decidiamo di prenderci quattro giorni di vacanza e partire senza una meta.
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