Offroad
Antoine Meo ad Hell's Gate 2008
Prima di hell’s Gate viene Genova: questione di calendarrio, non di caratura o importanza dell’evento. Non se ne parla nemmeno. Vero è, però, che gli indoor sono in qualche modo avvicinati all’enduro estremo, almeno per una sorta ddi richiamo ppubblicitario che ha fatto al sua scuola. L’enduro estremo è un’altra cosa, ed Hell’s Gate è un’altra cosa ancora. Dunque eccoci vicinissimi al grande evento. Pochi giorni, un paio, poi le fiamme dell’infermo di Fabio Fasola inghiottiranno gli dei dell’enduro. Il “registro” degli ospiti (perchè al Ciocco si è sempre ospiti di riguardo) si arricchisce della firma di Antoine Meo. Ecco perchè abbbiamo parlato di Genova. Perchè il vincitore (forse un po’ a sorpresa) dell’indoor concede la rivincita sulle mulattiere infernali di Hell’s Gate. Antoine ha battuto Knight ed ha sconfitto Taddy Blasuziak. Cioè si è imposto all’attenzione del grande pubblico dopo aver presentato le “teste” di due dei più forti e spetacolari enduristi della nostra epoca. Antoine li ha semplicemente “umiliati”. Ma c’è una velina che mi porta una indiscrezione: pare cioè che Antoine Meo, prima di scendere a Genova, abbia chiesto alla sua squadra, in cambio di una prestazione nell’idoor, di farlo partecipare anche ad Hell’s Gate per affrontare i “mostri” dell’enduro sul terreno dei Mostri. Dunque eccolo ad Hell’s Gate. Ora, io non so se e quanto è vero quanto sopra, ma certo è che la lista dei partenti di Hell’s Gate 2008 diventa davvero “mostruosa”. Antoine Meo, pilota ufficiale di una delle poche squadre davvero di riferimento del panorama dell’enduro mondiale, il Team Hiuqvarna CH Racing, è un vero fenomeno. Ed è simpatico, gioviale, un talento sul quale saranno puntati i riflettori della prossima stagione. Alcuni lo hanno definito “Il Maradona dell’Enduro”: penso che abbiano ragione, e penso anche che il vero talento, in questo caso, sia da considerare Fabrizio Azzalin, il manager della super squadra Husqvarna, cui gli organizzatorri di Hell’s Gate devono essere grati per aver scoperto e fatto scendere nell’arena dell’Enduro che conta un gladiatore di tali levatura e potenza. |
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