Motomondiale
Test Phillip Island, day 3: Super Stoner!
A voler dare un peso consistente ai test invernali, qualcuno potrebbe iniziare a parlare di mondiale già finito. Chiaro, sempre di test si tratta, ma quando un pilota che ha già largamente provato la sua consistenza in gara come Stoner si permette di girare sotto il record per 23 giri, e in più cala l’asso con un tempo da far venire i capelli bianchi con gomme da qualifica, è normale che gli avversari inizino a fare scorta di sonniferi. E non è il caso di commettere errori di valutazione come l’anno passato, in cui si pensava che le prestazioni della Ducati arrivassero a scapito di un consumo che non avrebbe permesso di completare Lascia solo sempre più perplessi la difficoltà che incontra Melandri ad adattarsi alla nuova moto – il ravennate non è pilota con carenze di manico; a questo punto, viene da pensare che la Desmosedici e Stoner siano il classico connubio fatto in paradiso. In attesa di verificare le prestazioni in gara, noi ci togliamo il cappello e facciamo le congratulazioni a Casey, che la moto – evidentemente – la spreme come un limone. Soddisfatto chiaramente anche Hayden, al quale il tempo staccato in sella ad una Honda ancora da definire fino in fondo non può che fare piacere. Continuano i dubbi in merito alle politiche Honda, ma anche in questo caso, è giusto aspettare il rientro di Pedrosa prima di trarre conclusioni affrettate. Nel frattempo, un bel “bravo!” a Dovizioso, che come del resto gli altri debuttanti ha preso molto rapidamente in mano Soddisfatti anche i piloti del team Yamaha Tech 3. Toseland, dopo un apprendistato fatto con la giusta calma, sta progredendo con decisione. Un po’ perché la moto evidentemente ha fatto grossi passi avanti rispetto all’anno scorso – chiedete a Edwards, dopo aver preso nota della sua posizione, e un po’ perché Phillip Island è uno dei circuiti che James conosce dalla Superbike. Resta il fatto che le gomme da qualifica non sono banali da interpretare, e Toseland non ha comunque avuto problemi: forse, l’allenamento al giro secco maturato con la Superpole potrebbe rivelarsi un asso nella manica. In Suzuki i sorrisi sono meno marcati: Vermeulen ha fatto un bel giro, ma Capirossi è molto indietro – va detto che la sua simulazione di gara è finita anzitempo causa bandiera rossa. Phillip Island si conferma la bestia nera della Suzuki, anche se i progressi ci sono. In gara, con una stagione di tempo nel mezzo, le cose potrebbero andare diversamente, e vale la pena di notare come il tracciato australiano ha caratteristiche abbastanza diverse dal resto dei circuiti. Ancora meno soddisfatti in Kawasaki: West è largamente ultimo, e Hopkins non ha nemmeno girato per le conseguenze della botta di ieri. A Jerez andrà meglio… I tempi:
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