Motomondiale
Test Phillip Island, day1: Edwards sorprende, Stoner spaventa.
Inizio col botto (in senso positivo) per Edwards, che già a Sepang aveva chiuso con un (sornione) sorriso sulle labbra. Con una bella gomma da qualifica Michelin le cui prestazioni, nei giorni scorsi, hanno parlato da sole, il texano ha girato a poco più di mezzo secondo dalla best pole di Hayden con le vecchie 990. Colin è in gran forma, le Michelin da qualifica pure, ma chi fa veramente paura è Stoner. Chi – noi per primi – avesse pensato che l’infortunio dello scorso Novembre a Jerez evidenziasse una crepa nell’armatura del campione del mondo pare aver commesso un grossolano errore. Casey ha girato fisso sul piede dell’1’30, demolendo il record ufficiale del circuito con una gomma da gara usata in una simulazione di “long run” che aveva già diciassette giri sulle spalle. Dichiarandosi alla fine soddisfatto della nuova carena, che riduce il problema “vento”, della risposta del nuovo motore, del nuovo avantreno e, soprattutto, delle nuove Bridgestone. Si fa prima a dire che, con una moto tutta nuova, Ducati probabilmente ha fatto non un passo, ma un bel balzo in avanti. Anche se, come al solito, nessuno tranne il campione del mondo riesce a tirare fuori il meglio dalla Desmosedici. Melandriè però migliorato, segno che il lavoro di Sepang forse è andato nel verso giusto: ora Marco riesce ad imporre la sua volontà alla Ducatona. La moto è più dolce e gestibile, ma ora bisogna fare il passo finale. Anche perché, senza voler fare gli uccellacci del malaugurio, Phillip Island forse non impegna a fondo la moto negli aspetti che mettono in difficoltà il ravennate. Staremo a vedere. Sensazionale il terzo tempo di De Angelis, anch’esso ottenuto con gomme da gara. Il sammarinese sembra quasi del tutto guarito dalla tendinite che lo ha afflitto a Sepang, e in generale ha messo in mostra un ottimo passo, rifilando tra l’altro un buon mezzo secondo ad un compagno di team esperto come Nakano, che continua a soffrire pesantemente di chattering. Se ci fosse stato bisogno di un’ulteriore dimostrazione che le moto perfette non esistono, ma esistono invece moto a cui certi piloti si adattano meglio di altri, e viceversa, eccoci serviti. In ottima forma anche Dovizioso, che con 125 e 250 non si era mai stato troppo forte sul tracciato australiano, probabilmente perché, visto il costante deficit di motore in cui si trovava, non trovava staccate in cui riequilibrare la situazione. Qui, invece, ha fatto davvero bene, adattandosi alla guida più sporca della 800; restano i problemi di vibrazione al posteriore, in staccata, ma forse proprio per quanto detto sopra, non è questa la pista in cui il tempo ne risente troppo… Nei primi anche Toseland, che si sta adattando con la giusta calma alla MotoGP, mentre più indietro del solito è finito Hayden, che come al solito ha fatto i solchi sulla pista a forza di girare. Fa sorridere, chiaramente con il notevole beneficio del senno di poi, la dichiarazione dell’assente Pedrosa che, dopo i test di fine anno scorso, gongolava per aver ottenuto l’incarico dello sviluppo della nuova Honda… In casa Suzuki i sorrisi di Sepang si sono un po’ spenti, ma c’era da aspettarselo: il tracciato australiano è storicamente nemico della GSV-R. Meno scontata la brutta prestazione dei piloti Kawasaki, segno che forse, le facce da funerale di Hopkins nei test di fine 2007 (che all’epoca, ancora sotto contratto con Suzuki, non poteva parlare) avevano una loro ragion d’essere: qui, a differenza di Sepang, la potenza non è in grado di mettere una pezza a ciclistiche ballerine o motori troppo nervosi. Assenti le due Yamaha di Rossi e Lorenzo, che scenderanno di nuovo in pista a Sepang la settimana prossima. I tempi:
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