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Motomondiale

Test Sepang, day 3: Zampata di Hayden

24 gennaio 2008 Edoardo Licciardello

Test Sepang, day 3: Zampata di Hayden

Terzo giorno, e tutti (o quasi) sparano il tempo con la gomma da qualifica, che qui a Sepang, con questo caldo, non sembra fruttare granché: solo tre decimi il massimo miglioramento fra le coperture da gara e quelle da tempo. Nakano è addirittura andato più forte con quelle da gara… Viene quindi fuori un Hayden che, dopo aver lavorato tutta mattina sul motore “pneumatico”, si è poi concentrato sull’assetto usando il motore vecchio. L’americano ha ritrovato una certa serenità: “Oggi è andata molto meglio, mi sento molto più avanti di quanto non fossi un anno fa” – viene solo da chiedersi se, una volta iniziata la stagione, il motore nuovo avrà le caratteristiche che tanto piacciono a Nicky.

Anche perché vale la pena di sottolineare come le altre Honda non sono certo vicine – va bene che non c’era Pedrosa, ma così il distacco è un po’ troppo forte anche per mezzi privati. Il primo degli inseguitori è Dovizioso, che grazie a piccole modifiche sull’assetto e sullo stile di guida, sembra aver ridotto gli effetti del chattering al posteriore che aveva frenato nei giorni scorsi. Ma De Puniet, Nakano e De Angelis sono piuttosto indietro. Alex continua a lamentare dolori tanto forti da convincerlo a chiudere in anticipo i test quando l’effetto dell’antidolorifico iniettatogli la mattina sono svaniti. Randy è caduto anche oggi per una chiusura dell’avantreno che ha condizionato un po’ tutta la sua giornata, impegnata in test di pneumatici. Shinya invece si è concentrato sui nuovi freni Nissin, ma i risultati – al di là delle dichiarazioni di circostanza – non sono esattamente brillanti.

E’rispuntato il sorriso invece in casa Ducati: Stoner ha addirittura chiuso i test poco dopo mezzogiorno dopo una simulazione di gara con un miglior tempo (con gomme da gara) appena sotto il 2’01”, e il secondo tempo assoluto con coperture da qualifica. Considerando la relativa prudenza – la spalla del campione del mondo non è ancora al 100% - c’è di che essere fiduciosi, anche se, come al solito, quella dell’australiano è l’unica Ducati nelle prime posizioni. Melandri, che abbonda nelle dichiarazioni “politically correct”, ha migliorato la prestazione di ieri, ma resta oltre due secondi lontano dalla vetta. Pensare che Canepa prenda solo un secondo da lui, con tutto il rispetto per il diciannovenne prodigio di casa Ducati, è cosa che deve lasciare molto perplessi. Anche il team Alice, che sulla carta dovrebbe disporre ad inizio anno dello stesso equipaggiamento di quello ufficiale, arranca nelle retrovie su una pista che – un po’ perché i suoi lunghi rettilinei si accordano alla furiosa accelerazione della Ducati, un po’ perché le gomme Bridgestone ci sono sempre andate fortissimo – dovrebbe essere un buon palcoscenico per il team satellite di quello campione del mondo. La Desmosedici, decisamente, non è moto per tutti.

I sorrisi sono più marcati in casa Yamaha. Il terzo posto di Lorenzo ha del sorprendente: il campione del mondo spagnolo è caduto al diciassettesimo giro, durante la simulazione di gara, ma la cosa pare giustamente non spaventare nessuno. Sono tutti più impegnati a godersi il bel passo dello spagnolo, e la bella prestazione con gomme da qualifica, ribadita da quella di Edwards con la moto satellite. Se però il texano le posteriori ipersoft le conosce bene, Jorge non le ha mai viste prima dei test di Jerez, e considerando che molti piloti faticano a sfruttarle dopo anni di MotoGP, l’impresa non è certo semplice. Rossi è più indietro, ma Valentino si è concentrato su test (di prestazioni e affidabilità) del nuovo motore, che anche dalle dichiarazioni di Brivio pare soddisfare le attese: “E’ stato un test molto positivo, è chiaro che Yamaha ha lavorato durissimo durante l’inverno, dobbiamo dire un grosso grazie a tutti i tecnici…”  La velocità di punta è salita rispetto a quella fatta registrare qui in gara, e considerando che allora la moto era già migliorata di quasi il 10% rispetto ad inizio stagione, la fiducia è giustificata. Anche perché, per esplicita ammissione di Rossi, devono ancora imparare a capire le Bridgestone da qualifica, e quindi il margine di miglioramento pare essere ancora alto.

Soddisfatti anche i piloti Kawasaki. Hopkins è contento della moto, progredita molto (soprattutto in termini di controllo di trazione) dai primi test invernali. Si attende conferma a Phillip Island, anche perché a West, impegnato in test di pneumatici, è mancata la zampata…

I due piloti Suzuki sono un po’ più indietro rispetto ai giorni scorsi, ma c’è il trucco: entrambi hanno passato la giornata a provare il nuovo motore – che ha debuttato qui – stressandone l’affidabilità. La cosa interessante è che Vermeulen ha stabilito il suo personal best a Sepang, e soprattutto ha fatto menzione esplicita di un nuovo step evolutivo sul posteriore Bridgestone, sul quale magari sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni.

I tempi:

1

Nicky HAYDEN         

Honda 

2'00"326

2

Casey STONER         

Ducati 

2'00"660

3

Jorge LORENZO        

Yamaha           

2'00"766

4

Colin EDWARDS       

Yamaha           

2'01"179

5

John HOPKINS          

Kawasaki

2'01"198

6

Valentino ROSSI

Yamaha           

2'01"425

7

Andrea DOVIZIOSO

Honda 

2'01"447

8

James TOSELAND    

Yamaha           

2'01"745

9

Chris VERMEULEN

Suzuki 

2'01"748

10

Loris CAPIROSSI

Suzuki 

2'01"778

11

Randy DE PUNIET

Honda 

2'01"873

12

Shinya NAKANO       

Honda 

2'02"032

13

Alex DE ANGELIS

Honda 

2'02"198

14

Marco MELANDRI    

Ducati 

2'02"725

15

Anthony WEST           

Kawasaki

2'02"978

16

Toni ELIAS     

Ducati 

2'02"995

17

Olivier JACQUE         

Kawasaki

2'03"030

18

Sylvain GUINTOLI

Ducati 

2'03"628

19

Niccolo CANEPA      

Ducati 

2'03"703

20

Tamaki SERIZAWA

Kawasaki

2'04"354

 

 

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