Motomondiale
Test Sepang, day 1: De Puniet vola, Pedrosa... pure.
Non fanno in tempo ad iniziare i test di Sepang, che il protagonista della mattinata, Pedrosa, cade riportando una frattura della mano destra. Verdetto che significa test conclusi e rientro in Spagna per sottoporsi ad operazione per poter riprendere prima possibile: quella che sembrava una banale scivolata (comunque la seconda della giornata) potrebbe avere conseguenze pesantissime sullo stato di forma e sullo sviluppo della Honda 212. Sviluppo che, nonostante il bel crono staccato da Pedrosa già nella mattinata, indice di un’ottima accessibilità delle prestazioni della MotoGP Honda, potrebbe ora andare in mano ad Hayden, che sia pure con poco successo, è stato come da tradizione quello che di giri ne ha inanellati di più. La Honda pare avere qui due versioni del motore, con distribuzione pneumatica o tradizionale, così come Yamaha (che però parla solo di “new spec engine”, non di distribuzione pneumatica): la sconfitta incassata l’anno scorso da Ducati brucia ancora fortissima, a casa dei due colossi giapponesi, ed è ovvio come quest’anno non ci si possa permettere di farsi trovare impreparati. Nel frattempo, a Tokyo si fregano le mani con l’exploit di De Puniet, pilota su cui veramente in pochi puntavano fino ad oggi. E invece, le belle prestazioni in sella alla Kawasaki – e i giri veloci inanellati nei test sul finire della scorsa stagione – non erano figlie del caso. Complimenti a Cecchinello, che evidentemente, dopo Stoner, ha azzeccato un altro giovane di grande valore anche in GP… La casa di Iwata, invece, non ha avuto modo di dimostrare fino in fondo il valore della nuova M1 – entrambi i piloti di punta sono infatti finiti per terra, perdendo tempo prezioso per la messa a punto. Rossi è rimasto vittima di quello che lui stesso ha definito un errore da principiante – un po’ troppa confidenza con la gomma fredda appena uscito dai box. Ma Vale ha chiuso la giornata con il sorriso sulle labbra: le Bridgestone continuano a soddisfarlo, e il sesto tempo non è affatto male. Oggi era importante anche verificare la tenuta della mano sotto sforzo, e non sembrano esserci stati problemi nonostante qualche dolorino. Una caduta anche per Lorenzo, rimasto vittima di una chiusura dell’avantreno. Se volete un parere, niente di anormale, solo un po’ di normale voglia di strafare per un pilota abituato a vincere solo quando… non stravince. Complimenti che si sprecano invece per Suzuki, tradizionalmente molto in palla sul tracciato malese. Tanto Vermeulen quanto Capirossi hanno girato davvero forte, con il primo addirittura sotto il record ufficiale della pista. Se non fossero ancora lontani dalla pole 2007 ci sarebbe quasi da pensare che i primi tre abbiano usato gomme da qualifica… Test buoni solo a metà per Ducati, che ha perso praticamente tutta la mattina a causa di non meglio specificati problemi sulla moto, ma nel pomeriggio Stoner si è rifatto con un buon tempo e la certezza che la spalla, per usare le sue parole, non è ancora al 100% ma è sulla buona strada per il recupero. Ancora molto indietro, invece, Melandri, che si dimostra ancora lontano dalla miglior confidenza con la Desmosedici: i suoi problemi, a quanto dice lui, stanno nella ciclistica, che non gli dà la confidenza necessaria a spingere come sa fare. Se non altro, la posizione di guida ora è quella giusta: ora si può cominciare a risolvere i problemi. Un po’ meno soddisfatti, al di là delle dichiarazioni “costruttive”, i ragazzi della Kawasaki. Hopkins non ha perso tempo nel conquistare la posizione di leader della squadra, ma il ritardo, soprattutto su un tracciato tanto favorevole al motorone della ZX-RR, è consistente, e il fatto che gli altri piloti siano decisamente più indietro non fa che confermare le perplessità. Aspettiamo a giudicare, ma i campanelli d’allarme sono in standby. E’ stata una giornata di presa di confidenza per i nostri due esordienti di categoria. Dovizioso, che aveva già girato a Sepang, ha trovato una RC212 un po’ diversa nell’inserimento in curva rispetto alla moto 2007, e si è concentrato molto sulla taratura dell’antisaltellamento e del freno motore, mentre De Angelis, che aveva saltato i test dello scorso novembre, ha dovuto partire praticamente da zero, soffrendo un po’ di chattering all’avantreno. Molto meglio di lui ha fatto il suo compagno di squadra Nakano, al quale però tornare alle gomme Bridgestone dev’essere sembrato il risveglio da un incubo, dopo l’anno di passione con le Michelin alle quali non è mai riuscito ad adattarsi. I tempi:
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