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Il circuito ideale: come dovrebbe essere?

11 dicembre 2007 Federico Bencivenni

Il circuito ideale: come dovrebbe essere?
Premetto subito che questo mio articolo non vuole produrre una classifica dei circuiti italiani elencandone pregi e difetti, né vuole polemizzare così, tanto per il gusto di farlo; anzi mi propongo con queste righe di esprimere ciò che spero possa essere un’idea condivisibile dalla maggior quantità di utenti motociclisti possibile.

Personalmente vorrei trovare un circuito in ogni regione d’Italia. Un circuito che non sia solo un anello d’asfalto –magari in condizioni pietose - dove far sfrecciare la moto, bensì rappresenti un “mondo” motociclistico strutturato ed organizzato come luogo dove si fa sport, e quindi anche “entertainement”.

Lo definirei uno “stadio della moto”. Dove la prima cosa è la sicurezza; quindi con vie di fuga degne di questo nome, con presenza fissa di medici, rianimatori, ambulanze e commissari; con briefing obbligatorio prima di scendere in pista per i turni liberi e con piloti istruttori a disposizione per consigli, suggerimenti e quant’altro; una pista in cui l’utente motociclista, se vuole, ha la possibilità di sostituire le gomme della sua moto, oppure intervenire dal punto di vista meccanico sul suo mezzo utilizzando una officina "ad hoc" presente nel paddock, o ancora lavarsi la moto al moto lavaggio a fine giornata o magari noleggiare moto ed abbigliamento tecnico per girare: il tutto ovviamente a prezzi “ragionevolmente onesti”.

Un circuito con uno o più punti di ristoro, dove mogli, fidanzate (o mariti e fidanzati nel caso di motocicliste) possano attendere la fine dei turni e rilassarsi magari portando i bambini nel parco giochi attiguo alla pista. Insomma come l’ho definito uno “stadio della moto”.

Tutto ciò è troppo centro commerciale? Troppo crociera nel Mediterraneo? E poi: i costi? E la gestione? Sarebbe irrealizzabile un impianto di tal genere?

Certo le Case Produttrici dovrebbero essere coinvolte in prima persona ed anche la Federazione Motociclistica Italiana, oppure solo un magnate del petrolio con la passione delle due ruote potrebbe realizzare un'opera di tal fatta?

Io ritengo che se si potesse esprimere la propria voglia di velocità in moto su Circuiti (il maiuscolo è voluto) degni di questo nome, non avremmo a che fare con strade che nei weekend si trasformano in piste, con tutto ciò che ne consegue, e lo dico senza demagogia in quanto anche io sono motociclista che in queste strade guido tutti i giorni.

Ed allora per concludere cari amici motociclisti: come vorreste che fosse il vostro circuito ideale? Cosa vorreste che offrisse agli utenti delle due ruote?  
 
(Nella foto: il circuito di Adria)
 

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Commenti dei lettori
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solexe
Italy
Roma
del 12 dicembre 2007

Il Circuito ideale? Tecnico e veloce. E assolutamente abbordabile nei costi.
Ma, penso proprio che l'Italia sia il Paese dei Furbi.
E lo dico avendo ben chiaro e definito il mio orgoglio nazionale e patriottico.
Ma ragazzi, come si fa a spendere in una giornata su un circuito decente 500,00 euro giornaliere? Tra turni e gomme + servizi vari, come spesa per trasferta o "varie ed eventuali".
E i Paesi confinanti con noi, applicano prezzi che sono ridotti della metà rispetto ai nostri!!!!
Com'è possibile che Paesi nell'Area Euro, possano praticare prezzi di questo genere?
Io purtroppo per gli elevati costi di gestione, sono passato ai kartdromi (dove mi sono adeguato con l'acquisto di una Metrakit), o in piste "minori", dove riesco ancora a spendere 130 euro per mezza giornata.
Purtroppo non è che il mio budget mi permetta grandi cose, ma riesco a divertirmi ugualmente senza far mancare nulla alla mia famiglia.
E i calcoli di budget purtroppo, sono freddi numeri matematici da far quadrare.


Rispondi

Anonymous
Italy
Roma
del 13 dicembre 2007

Queste sono parole sante, che tutti i motociclisti vorrebbero vedere realizzate, ma purtroppo sempre per colpa di qualche pirla va tutto a monte.
Dalle miei parti sono partiti addirittura 2 progetti per la costruzione di 2 piste, trovati i soldi, trovato il luogo, accettati i progetti poi quando era il momento dell'ok finale o da parte di destra in un caso e sinistra in un altro, il progetto bloccato per delle scuse inventate chissà da dove.
Poi scuse la scusa era che chi doveva dare l'approvazione finale ci voleva guadagnare sopra più di quanto potesse far guadagnare un circuito.
E' questa la favola, se si continua con queste teste in Italia non si andrà mai da nessuna parte.
Ora non vorrei entrare troppo dentro ad un argomento che non sopporto, la politica, ma tutto dipende da chi governa questo paese, e se non cambiano, destra o sinistra che sia, non si farà mai nulla.
Saluti
Alex
Rispondi

Anonymous
Italy
Roma
del 13 dicembre 2007

NElla mia cittadina, sono 20 anni e più che si parla di realizzare un circuito..quest'estate, era saltato alla ribalta un noto imprenditore della zona e aveva messo sul piatto l'idea di spendere 20 milioni di euro per realizzare un impianto in un suo terreno , tutto finanziato da lui, delle dimensioni all'incirca di 2.5-2.7 Km di lunghezza... insomma una cosa stile Magione. Venne fuori questa storia e subito tutti lodarono l'Impresa , e lo fecero veramente in tanti , COmpreso il LEONE DI JESI ( GIancarlo Falappa, visto che è di Jesi), le varie associazioni motociclistiche, club e semplcii appassionati.
MOrale della favola? Tutto bloccato. proteste da parte dei Verdi ( si , gli ambientalisti, che rompono i maroni), Il comune non si esprime perchè c'è in ballo il Piano regolatore e non si sà che fine abbia fatto tutta la cosa. La regione Ignora tutto...boh.. con questa gente voglio vedere come andremo avanti.
Rispondi

Anonymous
Italy
Milano
del 13 dicembre 2007

uhmm non mi trovo daccordo con questa visione da "centro commerciale" così come è definita nell'articolo.Secondo me le cose importanti sono il disegno del tracciato,le variazioni altimetriche,quanto è vario e tecnico,e quanto è divertente da guidare.Troppo spesso i tracciati moderni sono sequele di rettilinei,staccatone e curvine da 30 allora,oppure sono sequele di 4 o 5 curve in croce e tutte da una parte...bah.
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