Motomondiale
Un appello ai piloti del Motomondiale
Tra gli appassionati si sprecano i commenti e le aspettative per la stagione 2008, ognuno preferendo questo o quel pilota, questa o quella casa costruttrice; quasi si vorrebbe poter avere dati a consuntivo di una stagione ancora da iniziare; forse dimenticando che poi la stagione delle gare vere e proprie spesso disattende ciò che si è visto nei test durante il lungo inverno. Il Motomondiale 2008 si annuncia ancora più pingue del precedente: alcuni piloti hanno cambiato moto, ci sono stati nuovi arrivi in Moto GP, qualcuno ha cambiato gomme, e poi la diatriba della famigerata elettronica applicata alle moto, e via così. Mi sembra quasi di assistere alla presentazione del campionato 2008 di Formula 1. Negli ultimi anni il paddock del Motomondiale, soprattutto quello della MotoGp, è diventato – proprio come in Formula 1 - un via vai di "veline", "letterine", "velone", e personaggi vari del mondo dello spettacolo che si sono scoperti d’un tratto appassionati di moto e di velocità: bene allora nulla in contrario, maggiore visibilità si dà allo sport motociclistico meglio è per tutto ciò che ruota attorno al mondo della moto. Il ragionamento non fa una piega, ne converrete. Non vorrei però che l’ esposizione mediatica, che è strettamente collegata all’evento motociclistico (leggi gara della MotoGP), a cui si sottopongono divi o “divetti” più o meno blasonati, sia solo il riflesso della grande forza di comunicazione e visibilità che ha contraddistinto, diciamo negli ultimi dieci anni, alcuni piloti, ed in particolar modo uno: ovviamente Valentino Rossi. Questa forza di comunicazione ha acceso la luce sul mondo delle gare di moto come mai era accaduto prima e certamente ha fatto un gran bene a tutto il settore. Ma la luce se promana da una sola fonte, esaurita questa, finirà inevitabilmente per spegnersi. E allora come si può tener viva la fiamma? I piloti passano, campioni e non, ma lo sport motociclistico deve continuare. Bastano quindi tre parole per tener vivo l’interesse: semplicità, passione, motociclette. Vorrei che avessimo presente, e lo dico senza retorica, quanti sono gli appassionati che si sobbarcano a proprie spese viaggi sui loro furgoni attrezzati, per correre qualche gara minore, in qualche sperduto circuito europeo, spinti dalla pura passione; piloti che si preparano la moto da soli o con l’aiuto di qualche amico meccanico, piloti d’altri tempi oserei dire. I grandi campioni della MotoGp che ora tutti ammiriamo come divi hanno iniziato così anche loro, o sbaglio? L’appello che faccio al “circus” del Motomondiale e ai grandi campioni che lo animano è questo: ritrovate, per quanto possibile, un po’ di semplicità. Vi ammiriamo, certo, tifiamo per voi sino all’ultima curva, amiamo ciò che rappresentate in sella ad una moto, ma se tornerete a sporcarvi le mani di grasso ciò giocherà a vostro favore, molto più che una copertina su un giornale di gossip, perché siete piloti di moto da corsa. E per la stagione 2008: che vinca il migliore. Nella foto: una pertenza di qualche anno fa ad Assen |
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