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Moto e mercato

Il mercato della moto: la promozione delle due ruote in televisione.

15 novembre 2007 Federico Bencivenni

Il mercato della moto: la promozione delle due ruote in televisione.
Ogni anno si assiste alla presentazione di nuovi modelli di moto che le maggiori case produttrici lanciano sul mercato con il fine di conquistare ampie fette dello stesso, e possibilmente migliorare i risultati di vendita dell’anno precedente.

Quando ciò non accade si vanno inevitabilmente a ricercare i motivi di fallimenti non previsti, che anzi giungono sempre totalmente inaspettati da parte degli uffici marketing.

I grandi investimenti compiuti dai produttori di moto sono l’immagine e il senso della loro volontà di raggiungere importanti traguardi in tema di “numeri di vendita”; perché alla fine tutto ciò che conta è vendere, vendere e ancora vendere.

Fondamentalmente, il “prodotto moto”, seppure - per noi appassionati- un prodotto vivo e che ha un ‘ anima, è pur sempre un prodotto che deve essere presentato sul mercato come appetibile dai futuri clienti, realizzato secondo elevati standard di qualità e di innovazione tecnologica, e sicuramente migliore della concorrenza che occupa la stessa fascia di mercato: esattamente come un qualsiasi altro prodotto messo in commercio, né più né meno, deve essere desiderato e deve piacere al primo sguardo, deve essere accattivante.

Verrebbe perciò da pensare che le case motociclistiche, per preparare il lancio di un nuovo modello, si organizzino con massicce campagne pubblicitarie, servendosi del mezzo più idoneo a diffondere alle “masse” ogni genere di informazione commerciale: questo mezzo è la televisione. In realtà le cose non stanno proprio così.

Se si esclude qualche raro spot che viene trasmesso durante le gare del Motomondiale, e qualche canale tematico sulla “pay per view”, in TV non si vedono praticamente mai spot pubblicitari che hanno come oggetto la moto, o il mondo delle due ruote.

Eppure, la disponibilità economica per sostenere i costi della pubblicità in televisione ai grandi marchi delle due ruote, non dovrebbe certo mancare; ed allora non si comprende il perché non approfittare di questo mezzo di diffusione che, nel bene e nel male, è rappresentativo del mondo che viviamo quotidianamente e che potrebbe diffondere non solo nuovi modelli di motociclette, ma anche la passione e la cultura della moto e dell’andare in moto, che dovrebbe a mio parere andare al di là delle semplici diatribe da bar –seppur piene di fervore - tipo è meglio Rossi, no è più forte Stoner .

Sono esclusivamente le riviste specialistiche di settore e qualche quotidiano che accolgono tra le proprie pagine il lancio di nuovi modelli di moto o scooter, e questo è quanto. Il mondo delle quattro ruote si comporta invece molto diversamente: basta guardare quanti spot vengono trasmessi su tutte le reti nazionali e con quale frequenza di passaggi; per non parlare delle televendite che accompagnano tutte le maggiori trasmissioni televisive, sia sulle reti pubbliche che su quelle private dove spesso viene presentato un nuovo modello di auto.

Mi sembra di poter dire che il mondo dell’auto, almeno dal punto di vista della ”autopromozione” –perdonatemi il gioco di parole – sia nettamente più avanti di quello della moto.

E’ vero che i numeri delle auto vendute sono nettamente maggiori di quelli delle moto, e quindi lo spazio che occupano le auto sui media è ben superiore, ma questo divario forse potrebbe ridursi con una migliore “visibilità” che il mondo della moto potrebbe avere utilizzando meglio lo strumento televisivo che questa visibilità la dà ormai proprio a tutti.

I reality show ce lo insegnano.
 

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Commenti dei lettori
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maurixa
Italy
Rome
del 16 novembre 2007

Sì, così i "nostri" giornali chiuderebbero in poche settimane...lavoro in pubblicità e vi assicuro che dal più grande quotidiano all'ultimo dei semestrali la pubblicità rappresenta almeno un 50% delle entrate. Faccio un esempio: se un quotidiano come il Corriere vende 602.000 copie incassa 502.800 euro da cui deve sottrarre le remunerazioni dei rivenditori e tutti i costi industriali, sommare i pochi soldi che lo Stato elargisce alla carta stampata (come contentino per non avere tetti pubblicitari in TV) cosa resterebbe all'editore? Se la carta stampata specializzata, che vive della pubblicità pagata dalle case produttrici di moto ed accessori, si vedesse sottrarre anche questo mercato dall'onnipresente TV...beh, al minimo perderemmo la metà delle testate che comprimao tutte le settimane e tutti i mesi.
Ok, esiste internet e la tv...ma io cosa mi portrei in bagno?
Rispondi

Anonymous
Italy
Genova
del 16 novembre 2007

In effetti portarsi un PC o un televisore in bagno non è molto comodo........
Rispondi

italianman

del 18 novembre 2007

>sommare i pochi soldi che lo Stato elargisce alla carta >stampata (come contentino per non avere tetti pubblicitari in >TV)

Scusate la parentesi politica ma il quotidiano "L'unita'" riceve 6milioni di euro l'anno dallo stato.
Così a titolo di esempio.


Rispondi

Anonymous
Italy
Roma
del 19 novembre 2007

TUTTI i giornali organi di partito o politicamente schierati (il foglio) ricevono finanziamenti pubblici dallo stato
Rispondi

Anonymous
Italy
Roma
del 19 novembre 2007


Rispondi

maurixa
Italy
Rome
del 19 novembre 2007

Tutti i quotidiani ricevono dei soldi in base ad una legge che serve a mitigare i favori elargiti alla TV. La legge rimborsa i "costi della carta" ai quotidiani di maggiore diffusione ed a quelli che sono prodotti da cooperative di giornalisti e dichiarati emanazione o portavoce di un partito o di un movimento politico da almeno due parlamentari. In alcuni casi si edita un giornale per ricevere i finanziamenti e dare lavoro a dei giornalisti o poco più!(sigh!)
Comunque per non sviare il discorso dico che, ad esempio, Yamaha ha iniziato a presentare spot su Sky ed è poi passata a Mediaset con il risultato di ridurre drasticamente il budget della stampa specializzata
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