
Sabato 10 Novembre in occasione del Salone del Motociclo di Milano, sul difficile tracciato di supermotard ricavato in larga parte dalle pista che ha ospitato il Supercross Europeo, si è concluso il Trofeo Husqvarna SM CUP 2007 con la premiazione dei vincitori nelle categorie Stock e Racing.
Dopo cinque prove che hanno visto i protagonisti sfidarsi sui circuiti di Castelletto di Branduzzo, Ottobiano, Chignolo Po' e il piazzale del Motolive di Milano nella categoria Racing a dominare è stato Marco Ricci (59), che ha preceduto Mauro Dicara (30) e Roberto Ferro (31), primo tra i piloti che correvano con la meno specialistica 610.
Nella categoria Stock, dedicata ai modelli strettamente di serie, i francesi l'hanno fatta da padrone con Jonathan Patachon (85) primo e Adrian Parassol (16) secondo. Terzo si è invece classificato Ghezzi Davide (5), mentre un grande applauso va a Mirko Cavalleri (28), che si è classificato 6 assoluto sulla sua piccola Husqvarna 125. Dietro a lui Alessandro Bertolino (83), primo tra i piloti schierati con la 610.
Un bellissimo trofeo, caratterizzato da costi abbordabili ma sopratutto da una grande assistenza da parte del team Husqvarna, che in più di un'occcasione ha supportato i piloti fornendo non solo paddock da ufficiali, ma anche assistenza meccanica e pezzi di ricambio che hanno permesso ai partecipanti di prendere il via anche dopo cadute che hanno causato danni strutturali alle loro moto.
Il giorno della finale, per esempio, a causa di una banale caduta da fermo un pilota ha bucato il carter della sua 610 ed era già pronto a prendere mestamente la strada di casa quando i meccanici Husqvarna, a pochi minuti dal via, sono riusciti a cambiare il pezzo, fare un tagliando al volo e rimettelo in condizioni di correre. Vi lascio immaginare la felicità del pilota.
Alla finale abbiamo partecipato anche noi, ma dopo una bella qualifica che ci vedeva schierati in seconda fila siamo stati subito tagliati fuori dai giochi a causa di una caduta di due piloti che ci ha letteralmente sbarrato la strada relegandoci nelle ultime posizioni. Abbiamo però potuto provare di persona le insidie del percorso, con sequenze di whoops molto tecniche e due rampe progettate per il supecross che hanno creato non pochi problemi a tutti i concorrenti, che giustamente hanno preferito copiare gli ostacoli piuttosto che affrontare i terribili e pericolosi doppi che sparavano i concorrenti dell'Europeo supercross a svariati metri di altezza.
Ci è impossibile elencare tutti i partecipanti, una sessantina di piloti equamente divisi nella due categorie, ma a tutti loro va il nostro arrivederci alla prossima edizione.
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