Motomondiale
GP Valencia, QP2 250: Kallio frega Lorenzo
Chi avrebbe scommesso, solo ieri, in una pole non assegnata a Lorenzo? Troppo forte lo spagnolo, che qui ha sempre offerto gare incredibili, e troppo determinato a salutare la categoria da vero numero uno qual è, per rinunciare al privilegio – psicologico e di immagine – derivante dal partire dalla prima piazzola dello schieramento. E’ stato invece un eccezionale Kallio a conquistare la pole position con un giro incredibile alla fine della seconda sessione di prove cronometrate. Un giro che avrebbe potuto essere ancora più “fantascientifico” se una leggera sbavatura nell’ultimo intertempo non gli fosse costata un paio di decimi sul computo finale. Diciamolo chiaramente: un pilota e una moto capaci di rifilare quasi mezzo secondo al campione del mondo, sulla pista di casa, ed in sella all’Aprilia più in forma del mondiale, non sono da sottovalutare, soprattutto in una quarto di litro che, con la partenza dei tre “big” della categoria, è in ansiosa ricerca di protagonisti per il futuro. Brillante anche il terzo posto di Takahashi, il cui ricordo di Valencia era costituito dal brutto incidente che aveva messo fuori gioco anche Locatelli (oggi solo quindicesimo, mentre il suo compagno di team Simoncelli piazza un bel colpo mettendo nel carniere il quarto posto e la prima fila) regalando così la prima vittoria ad un incredulo De Angelis, lo scorso anno. Oggi il sammarinese è solo nono, davanti all’altro futuro pilota della massima categoria Dovizioso, che Valencia non l’ha mai amata (come tutte le piste in cui non riesce a sfruttare più di tanto la sua abilità in staccata) e che non riesce proprio a far correre Un po’ al di sotto delle aspettative le prove di Barbera e Bautista, che sulla pista di casa facevano presagire prestazioni più grintose – non è ipotesi peregrina pensare che entrambi soffrano un po’ dello stesso problema accusato da Dovizioso: il punto forte della loro guida è la frenata, mentre Valencia premia di più piloti magari meno aggressivi ma più puliti e “ritmati”. Male, come purtroppo al solito, gli italiani di secondo piano. Foto: Kirn/KTM Images I tempi:
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