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Moto e mercato

Eicma 2007: novità? Dove arriveremo?

12 ottobre 2007

Eicma 2007: novità? Dove arriveremo?

di Federico Bencivenni

Dall’8 all’11 Novembre prossimo la fiera di Milano ospiterà il 65° Salone del Motociclo, e come sempre tutti noi appassionati conteremo i minuti per poter assaporare dal vivo e per poter toccare le ultime avveniristiche proposte delle case produttrici di moto e scooter.

Molte indiscrezioni sono già trapelate; su internet si sono viste anticipazioni più o meno attendibili, di modelli in versione 2008 ,delle più note case motociclistiche del mondo. E quindi anche quest’anno, come i precedenti, si sprecheranno i commenti di addetti ai lavori e non, su questo o quel modello, su questa o quella novità, finendo inevitabilmente per rendere tutto, o quasi, ciò che è “targato 2007” (il termine è volutamente tra virgolette) come superato, oserei dire quasi vecchio.

Da ciò nasce una mia riflessione, che necessita però di una premessa.

Il progresso, l’evoluzione delle tecnologie, lo studio di soluzioni più moderne ed avveniristiche in tema di emissioni inquinanti, prestazioni motoristiche e quant’altro non si può certo fermare e nemmeno sarebbe giusto farlo; l’industria motociclistica deve dare un forte contributo alla crescita di un sistema economico, e deve farlo investendo, cercando il miglioramento continuo, progredendo in ogni suo aspetto.

Tutto ciò ha come risultato il fatto di vedere ogni anno nuovi modelli, dalle prestazioni ancora migliorate, dagli accorgimenti tecnologici all’avanguardia; non sempre però- è giusto dirlo - sempre azzeccati. Spesso assistiamo a modelli che sulla carta sembrerebbero poter frantumare il mercato, ed invece, se si vanno a vedere i numeri di vendita, incontrano meno i favori degli utenti.

Ed ecco allora i processi: forum, dibattiti, articoli di stampa specializzata, statistiche, ecc. e in questo caso significa investimenti bruciati da parte delle case produttrici, e quasi certamente un cattivo ritorno di immagine per quella Casa costruttrice che ha osato, forse troppo, e che si è spinta eccessivamente oltre.

Ma veniamo al punto. Siamo proprio così sicuri di aver bisogno - intendo come utenti della moto e quindi come motociclisti appassionati - sempre di più cavalli, più elettronica, più aerodinamica, più innovazione, di più sempre di più?

Voglio dire che la moto è semplicità, è libertà, è il piacere di viverla, gustarla, sporcarla, e poi pulirla e accudirla come un bene prezioso quale è per noi: io non credo, o almeno me lo auguro, che si voglia arrivare a far diventare la moto come un oggetto hightech, futurista e futuribile, ipertecnologico ma poi lontano dalla realtà e visti i costi, accessibile solo a pochi.

Di questo passo arriveremo a guidare moto di 100 KG e con 250 cavalli? Possibile? Credibile? E poi, l’anno successivo i KG scenderanno a 98 e i cavalli saliranno a 255? Magari questo missile sarà pure automatico, sì senza marce una sorta di moto da Supereroe. Ecco una moto così può regalare quel senso unico di libertà ed indipendenza che solo la motocicletta sa dare? A cosa serve una moto così?

Io non voglio guidare moto che sembrano uscite dai fumetti, ma vorrei poter guidare motociclette, tecnologicamente parlando certo al passo con i tempi, ma fruibili sulle strade di tutti i giorni, ovviamente con i cavalli necessari per togliersi d’impiccio se occorre - e non ne servono 150 o oltre -, con dotazioni di sicurezza, dal costo accessibile alla maggior parte di noi, semplici nelle linee, e soprattutto che non invecchino dopo nove mesi dalla data di immatricolazione diventando pressoché dei ferri vecchi.
 
Insomma voglio una moto “normale”, perché sono un motociclista “normale”, con capacità di guida “normali”, e non essendo un pilota non mi serve una moto da pilota, perché la strada di tutti i giorni non è una pista da gran premio.

Ma forse non si può fermare la corsa alla continua innovazione dei prodotti motociclistici, e la grande maggioranza riterrà che nemmeno è giusto farlo e per carità non è nemmeno mia intenzione fermare la ricerca e il progresso nel mondo delle due ruote. Sono certo però di una cosa: il giorno che il mercato offrirà solo modelli “iperavveniristici”, che sembreranno arrivati direttamente dallo spazio, io smetterò di andare in moto. Spero quel giorno arrivi il più tardi possibile.

 

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