Motomondiale
GP Estoril, la pagellina
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10 a Rossi. Michelin arriva con le gomme nuove, Yamaha fa finalmente andare come deve il motore nuovo, la pista non è una stop-and-go tutta accelerazioni, e il quadro è completo: Valentino può guidare come sa. Metteteci una giornata non fantastica per le Bridgestone e il risultato è quasi scontato. 9,5 a Pedrosa. Per la prima volta appare in grado di far sudare un po’ rossi nello scontro diretto. In staccata ha messo su consistenza, nello scontro finale non perde lucidità – è vero, ha perso nel contrasto, ma non molti possono dire di averlo vinto, contro Rossi. Sta imparando, date retta. 9,5 a Stoner. Le Bridgestone non sono in formissima, la sua Desmosedici ha un problema alla frizione (o lo simula molto bene girando largo dopo la staccata del rettilineo, in tal caso mezzo voto in più per l’abilità recitativa) ma lui resta lì con la tenacia di un piranha. Nessuno fa altrettanto, con la Desmosedici. 8 a Hayden. Se non avesse completamente cannato la partenza dalla pole, sarebbe salito tranquillamente sul podio, visti i tempi su cui ha girato. Siamo contenti di rivederlo davanti: Nicky se lo merita. 8 a Melandri. Quanto vada la sua moto se è visto, che le Bridgestone non fossero le gomme più à la page domenica era evidente, sulla Honda poi… e lui niente, si mette a tirare le staccate come se ci fosse in palio la vittoria e lui fosse in condizioni fisiche ottimali. Grandissimo. 7 a Hopkins. E’ in partenza ma non lesina l’impegno, nonostante una moto che non brillava come su altre piste, tanto per farci ricordare come negli anni bui è stato lui a tenere alta la bandiera Suzuki. Bravo. 4 a Vermeulen. Sparito fin dal venerdì, weekend disastroso. 6 a Checa. Il team non è da prima fila, la moto è la meno aggiornata del lotto, lui però è un professionista e non tira i remi in barca. Peccato vederlo andare verso la Superbike, se altri restano… 4 a Capirossi e Edwards. I distacchi dai compagni di squadra sono veramente imbarazzanti, ma soprattutto entrambi erano dietro a Tamada con le Dunlop, almeno finché è durato. Motivazioni sicuramente scarse, ma anche l’impegno… 8 a Tamada. Solo una gara fa, pensare ad una prestazione del genere da una Yamaha M1, per di più gommata Dunlop, era pura fantascienza. Ci ha messo molto del suo, almeno finché il sogno non è bruscamente finito. Foto: Yamaha MotoGP |
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