Motomondiale
GP Estoril, FP MotoGP: Stoner domina il venerdì
Quando Stoner parte forte, come si suol dire, non ce n’è per nessuno. L’australiano, fin da stamattina, ha messo in mostra un passo insostenibile per tutti gli altri, con giri veloci a ripetizione – nel pomeriggio, non si è praticamente mai mosso dal piede del 38 basso se non per scendervi sotto quando, quasi casualmente, a metà sessione l’australianino volante ha piazzato il colpo ad effetto. Dopo tante congetture “strategiche” (tutte di terze parti, ovviamente) su quale potesse essere la “location” migliore per la conquista del titolo, che in Ducati devono aver accolto con qualche sorrisino, non si è fatta attendere la sana concretezza degli uomini di Borgo Panigale: l’esperienza di tanti anni di gare insegna che le opportunità si colgono quando si presentano, a fare calcoli ci pensino i ragionieri… Incredibile la seconda piazza di Tamada, in sella alla Yamaha gommata Dunlop del team Poncharal. Makoto, quando è in giornata, non è certo un fermo, ma la Yamaha è indiscutibilmente in sofferenza, per non parlare della gommatura. Viene il dubbio di un estemporaneo exploit con gomme da qualifica, perché le prestazioni velocistiche della M1 del giapponese non sono diverse da quelle dei compagni di marca. Rossiè vicino, vicinissimo alla vetta, anche se non si può fare a meno di notare la diversa consistenza dei rilevamenti in fondo al rettilineo. Dove la Ducati di Stoner raramente scendeva sotto i 310, mentre la Yamaha di Valentino li ha oltrepassati una volta sola. La velocità di punta non è certo tutto, anzi, come chiunque si intenda di corse sa bene, ben più importante è la progressione, per cui sarà necessario attendere il confronto diretto di domenica per vedere i risultati del lavoro dei tecnici di Iwata. Buono il quarto posto di Pedrosa, che si conferma – exploit isolati a parte – come la vera terza forza del campionato. Nel suo caso, però, va detto come l’analisi dei cronologici lo veda un po’ più in affanno rispetto ai primi tre, con molti giri sopra il piede del 39. D’altronde, anche ai tempi della 250 Daniel non era velocissimo nei primi turni di prove, poi migliorava progressivamente fino alla gara, per cui anche in questo caso, fare pronostici è impensabile. Restando in casa Honda, sembra purtroppo finito il momento positivo di Hayden, che dopo la de-elettronicizzazione della sua 212 aveva avuto un impennata del rendimento. Che l’improvvisa cessazione delle dichiarazioni di ostilità da parte di Puig lo abbia rigettato nel limbo dei sacrificabili? Le vie della Honda sono infinite, aspettiamo la fine del campionato per capire cosa succede… Bella la prestazione di De Puniet, ancora non al 100% della forma, mentre un po’ sottotono sono da considerare le due Suzuki. Se per Hopkins non c’è troppo di che stupirsi, visto che dall’annuncio della sua partenza non gode più delle stesse attenzioni da parte della squadra – non sarà giusto, ma le cose sono sempre andate così – per quanto riguarda Vermeulen, invece, la cosa suscita un po’ di allarme, visto che l’australiano aveva progressivamente migliorato i suoi risultati nel corso della stagione. Indietrissimo le moto del team Gresini, probabilmente in crisi con la combinazione Honda/Bridgestone. Considerando il valore assoluto di Melandri e il garone fatto l’anno scorso qui da Elias, è abbastanza facile giungere alla conclusione che il problema tecnico non sia una scusa. I tempi:
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