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Motomondiale

Il futuro dei 2 tempi nel Motomondiale: intervista a Jan Witteveen

03 agosto 2007


All’inizio della stagione 2007, Aprilia ha ottenuto un totale di 209 vittorie suddivise fra le diverse categorie, la maggior parte delle quali mentre la casa italiana annoverava l’Ing. Jan Witteveen come Ingegnere e direttore del reparto corse della casa di Noale.

Cosa pensa un ingegnere con la sua esperienza della proposta di cambiare le regole nella categoria 250cc?

“Sembra che le attuali regolamentazioni rimangano valide fino alla fine del  2009 per poi cambiare dal 2010. Le case Europee vogliono proseguire fino al 2012- 2014 in quanto sembra ci sia bisogno di più tempo per discutere adeguatamente la soluzione. Credo che il cambiamento sia avvenuto nel momento in cui Honda ha annunciato che a partire dal 2010 non produrrà più moto da gara a due tempi. Questa penso sia la ragione per cui Dorna abbia indicato quel determinato anno per il cambiamento.”

Quale pensa sarà l’esito di un cambio di regole così rapido?

 “Penso che la possibilità di perdere alcuni tra i produttori europei di veicoli 125cc e 250cc a due tempi sia alquanto reale. Se esaminiamo la situazione attuale, vediamo Aprilia, KTM e poi Gilera e Derbi. Certo, Gilera e Derbi non sono altro che due marchi appartenenti ad Aprilia, ma ciò che davvero importa è poterli ancora schierare tra i partecipanti. Con Aprilia e KTM possiamo contare per il futuro su due tra le più grandi aziende che producono moto in questa categoria.”

Quali pensa siano i punti positivi per tenere in vita la categoria 250cc due tempi?

“Esistono molte ragioni. Come detto in precedenza, non bisogna assolutamente che i produttori europei escano da questa classe, anche se potrebbe accadere come conseguenza dei costi elevati. Una 250cc possiede semplicemente il doppio dei cilindri rispetto a una 125cc, in questo modo i costi di sviluppo vengono equamente ripartiti. Il nuovo regole proposte mirano ad un quattro tempi di cilindrata da 600cc, un motore derivato dalla serie da abbinare ad un telaio prototipo. Nessuna delle aziende europee però produce attualmente motori simili. Solo i giapponesi lo fanno e da questo punto di vista per me è inconcepibile.”

Pensa che le dinamiche delle moto 250cc due tempi aiutino la crescita di un pilota?

“Certamente! Basta guardare i migliori piloti attualmente nella MotoGP: Casey Stoner, Valentino Rossi provengono tutti dalla 250cc. Quindi, esclusa la vittoria di Vermeulen sotto la pioggia di Le Mans, i vincitori hanno un passato nella 250cc. I piloti veloci in questa categoria lo sono anche in MotoGP, altro esempio è rappresentato da Randy de Puniet e Sylvain Guintoli. John Hopkins ha invece avuto bisogno di più tempo per adattarsi, proprio come Nicky Hayden che ha richiesto cinque anni di investimenti da parte di Honda e HRC prima di aggiudicarsi il titolo.”

In che modo quindi una 250cc a due tempi aiuta la crescita del pilota?

“È una questione di dinamica del mezzo. Il motore di un veicolo che pesa cento chilogrammi, dotato di molti cavalli, è più dinamico nel modo in cui sviluppa la propria potenza rispetto a un quattro tempi. Con una quattro tempi il motore è meno veloce, ma in una 250 bisogna saper gestire l’acceleratore e il contatto tra questo e la ruota posteriore. Questa “filosofia del motore” è molto costruttiva per la formazione del pilota. Penso che con una quattro tempi, se la moto è al limite o sta andando in una certa direzione, è possibile correggere più facilmente la traiettoria, ma in questo modo si acquisisce minore esperienza per quanto riguarda la guida e la preparazione dell’assetto. Qualora si decidesse di eliminare questa classe, per molti team sarebbe dura crescere la futura generazione di piloti della MotoGP. Abbiamo visto come i tre migliori piloti della 250cc possano salire su una MotoGP e continuare ad essere veloci. Il salto dalla 125cc alla MotoGP sarebbe troppo grande.”

Cosa dovrebbe essere fatto per mantenere la categoria 250cc come vivaio della MotoGP ed ammettere le quattro tempi?

“Sappiamo bene che non tutte le aziende vogliono produrre motori due tempi. E sappiamo altrettanto con certezza che per alcune case – in particolare Ilmor, KTM e Aprilia – non è stato possibile proseguire in MotoGP. Credo quindi che dovremmo mantenere i motori a due tempi e permettere l’introduzione del quattro tempi, dimezzando i propulsori delle attuali MotoGP. Ciò significherebbe avere un motore da 400cc a quattro tempi che, se da una parte evidenzia costi di gestione più alti rispetto a una 250cc, dall’altra potrebbe far ridurre i costi di sviluppo della MotoGP, come avviene oggi tra le 125cc e le 250cc. La 250/400cc diventerebbe così la classe di entrata per tutte quelle aziende che vorranno competere un domani in MotoGP. Al momento i rischi e i costi sono troppo elevati per alcune case che vogliono entrare a far parte di questa categoria.”

Quanto tempo ritiene sia necessario per rendere effettive tali variazioni o proposte?

“È un discorso ancora in fase di sviluppo. A conti fatti abbiamo circa tre anni prima dell’introduzione del nuovo regolamento, c’è la necessità quindi di convenire presto su certe posizioni. Ritengo di poter dire che la mia proposta sia la soluzione ideale per permettere ad ogni azienda di scegliere se competere con una due o una quattro tempi.”

 

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