Una prima fila che presenta i tre protagonisti di questo mondialen on lascia troppi dubbi in merito a come si prospetta la gara di domenica. Stavolta Stoner non sembra avere voglia di dividere il palcoscenico con Rossi, però: sia come miglior tempo che come passo l’australiano fa davvero paura, unico capace di girare – e non solo una volta – sotto il muro dell’1’23”, pur senza inanellare tante tornate quante Valentino. Segno di sicurezza, e stavolta le Bridgestone c’entrano poco, perché a parte Stoner, nelle prime posizioni ci sono praticamente solo Michelin con la sorpresa Dunlop di Guintoli. Ma attenzione a dare per battuto Rossi – il circuito dovrebbe essere fra quelli che lo favoriscono, e ricordando che gara ha fatto l’anno scorso…
Viene semmai da dire che la Honda sembra messa meno peggio del solito, visto non tanto il piazzamento di Pedrosa, quanto la presenza in seconda fila di Checa e Melandri. Il tracciato non è fra quelli più selettivi, né per potenza massima né per tecnica, ma il curvone infinito a sinistra nella prima parte del giro storicamente fa emergere i problemi di chattering delle ciclistiche non a posto, e visto che il problema è fra quelli che affligge le Honda di quest’anno, l’impressione è che gli alfieri dell’ala dorata siano più a posto del solito. Considerazione valida per tutti tranne che per Hayden, che fra mattina e pomeriggio ha migliorato si e no qualche centesimo, e per il solito Nakano, che quest’anno sta puntando a sbarcare il lunario, e a questo punto speriamo a cambiare team a fine stagione. Certo che i risultati non lo aiuteranno… meno negativa la situazione di Fabrizio, la cui esperienza di MotoGP, in fondo, risale a qualche gara come wild card nel 2004 e poco più: ci sta che, su una moto difficile come la Honda di quest’anno, prenda due secondi e mezzo. Anche e soprattutto perché dalla prima alla seconda sessione Michel ha tolto più di un secondo, segno che la strada è quella giusta.
Come al solito, gli altri Ducatisti sembrano in sella a tutt’altra moto rispetto a Stoner: Barros è settimo, Capirossi dodicesimo davanti a Hoffman. Va bene che il distacco resta inferiore al secondo, ma la pista non è selettivissima, e da piloti del calibro dei primi due non ci sembra di essere troppo se pretendiamo di più. Non brillanti come al solito nemmeno le Suzuki: Hopkins è solo nono e Vermeulen undicesimo. Inutile commentare il fatto che non ridano nemmeno le verdone: entrambi gli alfieri sembrano discreti piloti ma niente di più, e l’annuncio Hopkins, unito alle chiacchiere su Capirossi, difficilmente ha aumentato la motivazione di West e De Puniet.
I tempi:
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1 |
27 |
C.STONER |
1'22"737 |
|
|
2 |
46 |
V.ROSSI |
1'23"083 |
+ 0"346 |
|
3 |
26 |
D.PEDROSA |
1'23"366 |
+ 0"629 |
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4 |
50 |
S.GUINTOLI |
1'23"387 |
+ 0"650 |
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5 |
7 |
C.CHECA |
1'23"413 |
+ 0"676 |
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6 |
33 |
M.MELANDRI |
1'23"430 |
+ 0"693 |
|
7 |
4 |
A.BARROS |
1'23"548 |
+ 0"811 |
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8 |
5 |
C.EDWARDS |
1'23"613 |
+ 0"876 |
|
9 |
21 |
J.HOPKINS |
1'23"645 |
+ 0"908 |
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10 |
14 |
R.DE PUNIET |
1'23"667 |
+ 0"930 |
|
11 |
71 |
C.VERMEULEN |
1'23"683 |
+ 0"946 |
|
12 |
65 |
L.CAPIROSSI |
1'23"687 |
+ 0"950 |
|
13 |
66 |
A.HOFMANN |
1'23"856 |
+ 1"119 |
|
14 |
6 |
M.TAMADA |
1'24"090 |
+ 1"353 |
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15 |
13 |
A.WEST |
1'24"106 |
+ 1"369 |
|
16 |
56 |
S.NAKANO |
1'24"208 |
+ 1"471 |
|
17 |
1 |
N.HAYDEN |
1'24"210 |
+ 1"501 |
|
18 |
84 |
M.FABRIZIO |
1'24"748 |
+ 2"011 |
|
19 |
80 |
K.ROBERTS |
1'25"316 |
+ 2"579 |