Offroad - Supermotard
Attilio 'Attila' Pignotti vince il Gran Premio d'Europa Supermoto
![]() Prima togliamoci il dente: a Castelletto di Branduzzo, prima prova del Campionato del Mondo Supermoto, Bern Hiemer non è mai stato veramente in gara nella S1. Sì, ha chiuso le cronometrate al quarto posto, pur con qualche incertezza e qualche scivolata, ad indicare chiaramente che la moto c’è ed il pilota, naturalmente, pure. Ma l’incantesimo del primo Gran Premio della stagione si è rotto al mattino della domenica durante la disputa della Superpole, il giro cronometrato individuale che rimette in gioco la prima fila dello schieramento. A Bernd Hiemer è stato impedito di partire per il suo giro: aveva il bollino di verifica sul lato sbagliato del pneumatico! Il tedesco ha chiuso gara 1 e gara 2, rispettivamente, con un 14° (caduta) ed un quarto posto, ed il GP al settimo posto assoluto. Gara da “vendicare”, che è andata al “solito” VDB. Ma l’eroe della entusiasmante giornata della S2 di Castelletto di Branduzzo è stato Attilio “Attila” Pignotti, ufficiale (e gentiluomo) del KTM Italia Team Miglio, che per la prima volta nella sua lunga carriera di pilota si aggiudica un Gran Premio Mondiale. Dopo le esaltanti stagioni del cross, adesso Pignotti “scavalca” anche se stesso, “blindando” un palmares che sarà l’orgoglio dello stupendo figlio Andrea, anche lui presente alla magica domenica di Castelletto, come tutto lo stato maggiore di KTM Italia, che lo ha voluto nel Team Ufficiale KTM del supermotard alla guida della KTM 560 SMR Campione del Mondo. 37 anni, dell’Est italiano, abruzzese di Alba Adriatica (Teramo), Attilio Pignotti a Castelletto ha firmato un capolavoro, pennellando da autentico “artista” la sua tela. Ha sfruttato fino in fondo la potenza della moto, i cordoli dell’asfalto ed i solchi della terra di Castelletto di Branduzzo, attaccando da gladiatore, con Brutale “ferocia” fisica (Attila, o no?) nei corpo a corpo con gli avversari, e dosando con chirurgica precisione gli a fondo della sua lama, per venire a capo dell’intricata formula di una gara di Campionato del Mondo difficile come la prima della stagione. Terzo tempo in prima fila, e settimo alla partenza, in Gara 1 “Attila” si è “mangiato” Hlad, Gotz, Delepine, poi ha provato ad attaccare anche Davide Gozzini, forse imprendibile, fino a quando ha sentito la stanchezza della frizione della sua KTM. Allora si è limitato a regolare il tentativo di rientro del “marpione “ belga. Secondo assoluto. In gara 2 è partito come un lampo, si è fatto da parte per evitare i rischi di uno scontro con Iddon, ed ha sgomitato per sbarazzarsi di Gozzini che sembrava volerlo “stendere”. Poi per dieci giri, fino allo sventolare della sua più bella bandiera a scacchi, è rimasto tra Iddon e Delepine, accompagnato dalla voce strozzata dello speaker Rossi che scandiva a squarciagola la sua posizione e la proiezione di quella posizione nel risultato della giornata “storica”: secondo assoluto in Gara 2, primo assoluto nel Gran Premio d’Europa. A quel punto contava solo tenere la posizione e cominciare a pregustare la salita verso il gradino più alto del podio del GP, per la prima volta nella sua vita. Su podio, che nel frattempo era già stato “occupato” dalla sua squadra, ha ricevuto la coppa più grande, la tabella di leader del Mondiale, la bottiglia da stappare per annaffiare e benedire la sua prima vittoria mondiale. Poi le interviste, la sua prima al centro della conferenza stampa ufficiale. In dettaglio, Attilio “Attila” Pignotti neanche ricorda i particolari della sua gara: “Ha provato a tirarmi giù, mi pare XXX, mi è caduto davanti, credo YYY, è rimasto dietro, forse ZZZ. No, me pare che questa volta sono rimasti dietro proprio tutti!”. Max “Miglio” Migliorati balbetta commosso, Angelo Crippa balbetta complimenti (che poi andrebbero fatti anche a lui), Angelo Covelli, il meccanico, balbetta mappature di centraline, ed è un via vai di pacche sulle spalle a strette di mano. Sotto il tendone di KTM, attorno al quale c’è più gente che a San Siro, “Alfie” Rizzi lo abbraccia, e tutti seguono il suo esempio. KTM Italia Team Miglio UNO, resto del mondo ZERO. |
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