Offroad - Supermotard
Italiano Supermoto: giornata storta a Latina per il Team Miglio
![]() È bene essere chiari ed onesti. Quando si vince sono bottiglie di champagne, strette di mano, sorrisi di autocompiacimento e pacche sulle spalle. Ma quando questo non capita, un briciolo di analisi critica non guasta. Partiamo dai presupposti. La trasferta di Latina, per la seconda prova del Campionato Italiano Supermoto, è cominciata bene. Le moto a posto, quella, soprattutto, di Bern Hiemer senza più alcuno dei piccoli vizi di gioventù manifestati in occasione della prova di apertura del Campionato. Del resto a Brescia pioveva e faceva freddo, mentre a Latina anche la stagione aveva recuperato sulla sua tabella di marcia: sole e caldo. Al sabato sera il prototipo bialbero KTM 450 SX-F del Campione del Mondo in carica della classe S1, risolti i piccoli problemi di carburazione che l’avevano afflitta a Franciacorta, girava come un orologio, ed Hiemer aveva ottenuto il secondo posto nelle prove di qualificazione. L’ormai collaudata KTM 560 SMR campione del mondo, affidata per la stagione in corso ad Attilio Pignotti, prima. Domenica mattina, le prove per definire le griglie di partenza. “Attila” si faceva strappare la pole position da Gozzini nella S2, Hiemer chiudeva la prima fila “lavorando” da solo e lasciando sfogare i tre francesi che avrebbero caratterizzato le gare della S1. Poi le gare nel primo, caldo pomeriggio del Sagittario, anello di asfalto a Sud di Latina, circuito tecnico finalmente con una buona parte in terra a coronare il lungo lavoro di mediazione degli organizzatori. E le cose prendono la piega definitiva. L’anima della giornata della S2 diventa da subito il duello tra Pignotti e Gozzini, quest’ultimo più veloce in partenza di Gara 1. Passa Gozzini, in giornata magnifica, e Pignotti si incolla alla sua ruota. Per tuttta la gara è così: Gozzini più veloce all’uscita dalla terra, Pignotti più fluido e redditizio sul misto. Per Gozzini è il tutto per tuttto, per Pignotti già tempo di amministrare per il campionato, ed il primo duello si conclude con un secondo, utilissimo posto. Gara 2. Stessa, affascinante musica. Pignotti conquista l’hole shot (la corda della prima curva) e si avvia in testa. Verso la fine del giro Gozzini lo passa, e l’abruzzese lo insegue senza mai lasciarlo scappare, senza prendere il minimo rischio. Ma a due giri dal termine la moto di Pignotti comincia a funzionare ad intermittenza, sempre di più. Gozzini se ne va, Pignotti vorrebbe accontentarsi, ma in prossimità del traguardo la 560 ammutolisce, ed Attilio è costretto a spingerla fino alla linea finale, tagliata in 19ma posizione. Un “volgare” contatto elettrico che si interrompe, e diciassette posizioni indietro. Cose che capitano. Intanto Pignotti deve provvisoriamente lasciare sfilare Rispoli alla guida del Campionato. Per Bernd Hiemer le cose vanno globalmente meglio, ma non in modo soddisfacente. Non c’è bisogno di approfondire troppo. Qualche incertezza, una scivolata sulla terra, la persistente necessità di affinare il feeling con una moto completamente nuova, senza precedenti nè riferimenti. Soprattutto la saggia decisione di lasciare andare i tre francesi, Van Den Bosch ed i fratelli Chareyre che, a suon di “lunghi” e sportellate, hanno finito per creare un vero e proprio campo minato là davanti. L’obiettivo è, ovvviamente, il mondiale che si corre tra una setttimana, e la nuovissima 450 SX-F deve arrivare al suo primo appuntamento importante alla fine di un corretto percorso di sviluppo. Nessuno è particolarmente entusiasta della giornata. Non Max Migliorati, team manager, nè Bruno “Ferro” Ferrari, tecnico responsabile del prototipo, ne i due “ragazzi”, Edgardo Borella (secondo in Campionato) e Mattia Martella, che continuano a farsi le ossa tra i grandi pur senza brillare in modo particolare nella giornata dell’Italiano Junior. Ma nesssuno drammatizza, e non ce n’è motivo. Una giornata storta, o non completamente dritta, arriva sempre. Meglio prima. Intanto un collaudo vincente c’è stato: Alfredo Rizzi, “logistic” del Team. |
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