Motomondiale
GP Istanbul, 250: finale al cardiopalmo.
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Ci sono gare che fanno la storia per i duelli che ne costituiscono il finale: non sappiamo se questo GP della Turchia 250 verrà ricordato assieme a gare entrate nell'immaginario collettivo del pubblico delle due ruote, ma sicuramente non ha lesinato quanto ad emozioni regalateci. I fattori? Un Doviziosoche sembra aver trovato qualche cavallino in più per la sua Honda, un Lorenzo che non ha la minima intenzione di mollare nemmeno un successo parziale, e un Bautistache sta crescendo con una rapidità... con cui si era visto crescere solo un tal Dani Pedrosa. Andrea ha corso con la solita intelligenza, gestendo il ritmo nelle fasi centrali e forzando quando era il caso, ma ad esaltarci è stata la decisione con cui ha infilato i due compagni di gara nell'ultima tornata, e ha poi rintuzzato senza pietà tutti gli assalti di un pilota scomodo come può essere Lorenzo. Jorge, dal canto suo, non ha nulla da rimproverarsi, se non forse il non aver avuto il passo giusto per staccare Andrea quando, sul finale, una perdita d'aderenza dell'avantreno gli aveva consentito di guadagnare qualche metro e fare quindi le traiettorie più favorevoli senza dover giocare in difesa. Ma fin dalle prove era stato chiaro che non sarebbe stato la solita cavalcata trionfale del campione del mondo, e il braccio destro di Dovizioso – quello che ruota il gas, ma tira anche il freno – ha fatto il resto. Bravi entrambi, ma, consentitecelo, più bravo Andrea. Stupefacente anche la decisione del campione del mondo della 125 Bautista. Alvaro già a Jerez ha mostrato di poter tenere il passo dei migliori della categoria, ma sembrava ancora un po' impiccato. Qui in Turchia, invece, non si è vista la minima sbavatura: la sua guida dovrà ancora evolversi un po' verso traiettorie più spigolose, tipiche della 250 rispetto alla 125, ma la sicurezza messa in mostra in bagarre, anche quando il ritmo si è fatto molto elevato, non è cosa da tutti. Basti dire che un pilota esperto come De Angelis non è mai stato in grado di tenere il suo passo, quando le cose si sono fatte serie. La situazione del sammarinese è quantomeno strana: veloce è veloce, ma non riesce ad esprimersi a ritmi che – lo sappiamo dall'anno scorso – sono sicuramente alla sua portata. Aspettiamo qualche altra gara, ma c'è qualcosa che non va... Ottimo – per confermare il livello dei “novellini” appena arrivati dalla 125 – il quinto posto di Luthi: lo svizzero va fortissimo e sbaglia con il contagocce, esattamente come nella ottavo di litro. Scusate se è poco: non avrà ancora il passo di Bautista, ma è solo questione di tempo. Caduto praticamente subito Aoyama, un po' come era successo nella gara scorsa. Una situazione un po' strana per il giapponese, che forse sta iniziando a subire la pressione di un compagno di squadra subito veloce come Kallio (ottimo il suo sesto posto), che oltretutto è molto amato dai vertici KTM. A terra quasi subito anche Simoncelli, che continua a non concretizzare il potenziale che tutti sappiamo che ha. Un vero peccato, ma forse, come diceva Roberts, ad un pilota che va forte si può insegnare a non cadere, ma ad un pilota che sta in piedi e va piano non c'è nulla da fare... Così all’arrivo:
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