AMA SBK
Intervista a Luca Scassa, "l'americano"
![]() Innanzitutto, sei guarito dopo l'incidente? "Si, guarito. Fino a metà Gennaio sono dovuto rimanere fermo e tutta la preparazione fisica fatta da Ottobre purtroppo è andata persa! Sono tornato ad allenarmi ma ancora non sono al 100%.. Conto di tornare al massimo della forma per la fine di Marzo." Il piede è a posto e tu scalpiti... ma la tua MV a che punto è? "La moto e' praticamente pronta. Ci sono stati dei ritardi che hanno sfalsato tutti i test invernali: non dimentichiamoci che noi eravamo partiti per partecipare alla Superstock AMA e solo dopo i positivi test di Jennings, vista la piccola differenza di budget tra Superbike e Superstock in USA, Eraldo ha deciso insieme all MV Agusta, di partecipare alla SBK. Ora stiamo recuperando terreno e grazie alla MV sta venendo su un bellissimo progetto. Il mio obbiettivo non e' vincere il campionato ma sviluppare la moto per portarla ad un livello competitivo per il mondiale." Dopo aver dichiarato di voler utilizzare le Pirelli ed essere andato in pista proprio con queste coperture, come mai avete deciso di cambiare per le Dunlop? "Avevamo deciso di provare la sfida con la Pirelli. In USA la Dunlop detta legge e se vuoi fare davvero la differenza non puoi avere lo stesso pacchetto degli altri. Dopo 2 test abbiamo ci siamo resi conto che era impossibile, visto che in America le gomme anglo-giapponesi sono imbattibili: anche la Ducati con le Michelin ufficiali è tornata a casa con le ossa rotte... Quindi la scelta è ricaduta sulla Dunlop per eliminare una variabile incerta." Le coperture Dunlop saranno montate su una moto STK, come quella vista a Daytona, o c'è qualcosa di più "grosso" in pentola? "La moto di Daytona non era una Superbike, ma una Stock molto simile a quella con cui ho corso nel 2006. Posso dire solamente una cosa... la vedrete!" Tante novità ed una concorrenza che ha macinato già molti km. Con che aspettative inizi questa nuova avventura? "Partiamo da zero e ci buttiamo subito nelle prove libere della prima gara. Gli altri hanno girato tutto l'inverno e, bene o male, senza troppe differenze dalle moto 2006. Io vado là senza conoscere i cerchi, le gomme, le sospensioni Marzocchi, il motore Superbike, la centralina ed il traction control: tutto a sorpresa. Non c'è che dire... ci sara' da lavorare! Ma non mi dispero: se le cose sono troppo complicate partiremo da una base vicina alla moto con cui ho vinto il Campionato Italiano 2006, quindi sono relativamente tranquillo." Si parla molto dei tuoi adesivi e dei tuoi loghi, sappiamo che c'è qualcosa di speciale per il cupolino americano, ce lo racconti? "Considerando che la mia e' una esplorazione di un mondo nuovo, mi e' venuto in mente subito Cristoforo Colombo. Ho deciso che la mia moto si chiamerà "Pinta" proprio come una delle 3 caravelle della prima traversata atlantica. La "Pinta" era la più piccola tra le navi ma anche la più veloce e questo mi ha fatto pensare al confronto tra la MV Agusta e le grandi Case giapponesi. "Last but not least", in aretino "Pintare" significa spingere ed una spintina in questi momenti aiuta sempre! Non posso dire altro. Anche quella sara' una sorpresa!" |
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