Motomondiale
Test Jerez, day 2: Rossi ancora davanti
![]() Tempi che scendono a rotta di collo, nel rispetto del copione di tutti i test degli ultimi tempi. Scendono fino a frantumare il giro più veloce in gara ed avvicinarsi alla pole position 2005 – meno di un decimo la differenza – e lasciano presagire un altro “colpaccio” delle 800 anche qui a Jerez. Non è fantascienza pensare che con gomme da qualifica anche la stratosferica pole di Capirossi di quest’anno sia in pericolo, nonostante il tracciato andaluso sia sicuramente molto mosso ma non certo lento. Chi sosteneva che il passaggio alle 800 serviva a limitare le prestazioni e ad aumentare la sicurezza è servito, ammesso che non sapesse davvero che la realtà era un’altra. Anche oggi dominatore un Rossi carico come una molla, che evidentemente ha la precisa intenzione di non commettere gli errori dello scorso anno: la 800 Yamaha è nata bene e si vede, le velocità in curva sono stratosferiche per lui come per gli altri, e il terzo posto “virtuale” di Edwards, a mezzo secondo dal giro velocissimo del caposquadra, ne è la conferma. Vanno "di nuovo" forte – come era lecito attendersi – le Honda, anche se per ora solo quella di Pedrosa. Lo spagnolo, oltre ad essere sulla pista di casa, è anche l’unico a conoscere la 800, per cui gli altri, a partire da Melandri, sono ancora in fase “ispettiva” rispetto alle caratteristiche della 212. Se ci mettiamo che Nakano non guidava con le Michelin da almeno tre anni, ci sono tutte le attenuanti per una prestazione decisamente inferiore a quella dell’ufficialissimo HRC. Sorridono anche in casa Suzuki, dove sembra che la ciclistica della vecchia mille – per cui tutti avevano lodi sperticate – abbia trovato il compagno ideale nel nuovo motore 800. I tempi non sono stupefacenti come a Sepang, ma va detto che le gomme qui non sono perfettamente a loro agio, e che comunque il distacco accumulato da Hopkins è comunque davvero basso rispetto a quanto non erano abituati i piloti della casa di Hamamatsu. Un po’ meno soddisfatti in casa Ducati. Se infatti Stoner procede bene nel suo processo di apprendimento in sella alla Desmosedici, Capirossi non ha ancora trovato la miglior taratura per il software di gestione motore, e non è così riuscito a dedicarsi più di tanto all’affinamento dell’assetto ciclistico. Poco male, si sa che Jerez – a dispetto della vittoria di inizio stagione – non è il tracciato più favorevole alla Ducati e (come già detto) alle Bridgestone, e c’è comunque ancora l’ultimo giorno per lavorare. I tempi (ufficiosi): Valentino Rossi, Yamaha: 1’40”688 |
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