Motomondiale
Test Jerez, day 1: Il rientro di Rossi
![]() Test bagnati, a Jerez, che confermano però il trend iniziato da quelli di Sepang. Uno scroscio di pioggia a metà mattinata, e le temperature piuttosto basse che hanno impedito il rapido asciugamento del tracciato, hanno reso la vita difficile ai team che si sono concentrati più sulla messa a punto di posizioni di guida e assetti da bagnato che non su attività di sviluppo più profonde. Conferma, dicevamo, dei valori espressi nei test malesi: sono Yamaha e Suzuki le più in forma di questa fine 2006, con il ritorno in pista di Rossi, fresco di due ottime prestazioni su quattro ruote (che speriamo lo abbiano rigenerato, ma vista la grinta del suo cupolino non ci dovrebbero essere dubbi...) che non si è fatto troppo pregare per guidare la classifica dei tempi. Con risultati, peraltro, di valore abbastanza “importante”, dato che il miglior crono staccato da Valentino si colloca a nemmeno mezzo secondo dal giro più veloce della gara di quest’anno. Poco staccato anche Edwards, che conferma un buon stato di forma: sta a vedere che la nuova 800 è nata meglio della moto 2006 e i problemi incontrati dal texano non sono più così gravi. La prudenza è d’obbligo, dato che anche nei test precampionato dell’anno scorso la Yamaha sembrava un missile, e poi l’arrivo delle nuove Michelin ha cambiato radicalmente la situazione. Si dimostra inoltre in forma la Suzuki, con Hopkins unico in grado di infilarsi in mezzo ai due alfieri Yamaha, sia pure con un Vermeulen piuttosto indietro. Diciamo che se il responso positivo per la Yamaha è abbastanza certo (siamo solo alla prima giornata, ha girato poco ma i tempi sono già validi…) quello per gli altri è invece tutto da valutare, visto che nessuno ha girato più di tanto. Sono stati Melandri, Pedrosa e Nakano ad inanellare più tornate su fondo umido, in quanto tutti e tre avevano bisogno di fare chilometri. Marco per conoscere la nuova 800 su cui non aveva ancora girato (e della quale si è detto entusiasta per la maggior sfruttabilità in curva), Daniel per migliorare la sua confidenza sul bagnato e Shinya per iniziare a conoscere la Honda, che non ha mai provato. Al contrario, in Ducati hanno preferito non rischiare anche dopo uno scivolone, fortunatamente senza conseguenze, del collaudatore Guareschi. Non avrebbe avuto senso prendersi rischi e fare danni prima degli ultimi due giorni di test utili, visto che dal primo di dicembre inizierà il periodo di vacanze forzate di due mesi. Inutile dire che tutti sperano in un meteo più clemente (ed in linea con le “abitudini” andaluse) per i prossimi due giorni. I tempi (ufficiosi): |
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