Motomondiale
GP Estoril, 125: vittoria per distacco
![]() Non sappiamo se l’Aprilia RS-A e Bautista correranno ancora insieme l’anno prossimo, ma di una cosa siamo sicuri: tutto il paddock della 125 sta pregando che non succeda. Non si vede spesso un pilota vincere con un vantaggio del genere, nella ottavo di litro, e non esiste altra possibile dimostrazione della superiorità di un binomio moto-pilota. O almeno, di tale e tanta superiorità: Alvaro non l’ha visto nessuno prima del passaggio sul traguardo, tanto per chiarire – se ce ne fosse ancora bisogno – che il titolo l’ha meritato fino in fondo. Al secondo posto è arrivato uno splendido Faubel, che ha concretizzato quanto promesso nelle qualifiche: ci teneva, lo spagnolo, a mettere una pesante ipoteca sulla quarta posizione nel mondiale, e considerando che Valencia è una pista amica, ma lo è molto di più per Gadea, che gli contende proprio quella posizione, era facile trovare motivazioni per fare una gara del genere. E’ bravo, lo spagnolo, gli manca solo un po’ più di costanza in materia di presenza nelle prime posizioni per poter assurgere al rango di protagonista a tempo pieno. Al terzo posto chiude uno sconsolato Kallio, che ha lottato fino in fondo per portare a casa la piazza d’onore senza però riuscire a dare la zampata vincente. Meglio di lui, anche se in effetti gli è arrivato dietro, un Simon che conferma la sua crescita. Per capirci: se un pilota giovane come Julian arriva a mordere la coda al ben più esperto caposquadra, significa che uno è cresciuto e l’altro non ha fatto una gara esattamente entusiasmante. Parlando di entusiasmo, una menzione d’onore va sicuramente fatta per Koyama, che, non dimentichiamocelo, guida una Malaguti. Le stesse considerazioni, anche se il nome della moto è decisamente più altisonante, vanno fatte per Lai, che si è dannato l’anima in curva per tutta la gara solo per vedersi ricuperare sul lungo rettilineo del tracciato portoghese. Impossibile non sperare che anche per loro vengano… moto migliori. Una bella tirata d’orecchi, invece, per Pasini e Luthi, finiti a terra senza troppe attenuanti. Il campione del mondo in carica, a dire la verità, ne ha qualcuna più del riccionese (che quest’anno si è steso un discreto numero di volte), dato che corre nelle stesse condizioni del già citato Lai. Ma francamente, non è buttandosi per terra che si ottiene qualcosa di più dalla moto… Foto: Aprilia Communication Così all’arrivo:
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