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Motomondiale

GP Estoril, MotoGP: Patatrac!

15 ottobre 2006 Edoardo Licciardello
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GP Estoril, MotoGP: Patatrac!

Chissà cosa ha pensato Pedrosa, quando lo sterzo della sua Honda si è chiuso dopo il contatto con il cordolo. Chissà se si è reso conto che, dopo tante volte in cui la fortuna aveva graziato i due compagni di squadra, stavolta aveva presentato il conto, trasformando la sorniona posizione di vantaggio della Honda nella solita rincorsa verso il solito Rossi. Inutile girarci attorno: Pedrosa ha tutte le responsabilità per il disastro causato. Il fatto che la matematica gli concedesse ancora la possibilità di vincere il titolo non giustifica un tentativo di sorpasso come quello, al quarto giro di gara. Soprattutto dopo che, durante tutta la stagione, ad ogni gara aveva avuto la dimostrazione di come la sua tecnica di staccata lo portasse troppo spesso a trovarsi vicino, troppo vicino, al pilota che cercava di sorpassare.

E’ stato orribile vedere Hayden impotente nelle vie di fuga, steso da un compagno di squadra troppo ansioso di conquistare uno status di prima guida forse ambito più dal suo manager che da lui stesso. Un Hayden che stava lottando con testa e manico per realizzare un sogno forse in parte regalatogli dalla fortuna, ma che sicuramente non aveva alcunché da rimproverarsi. E’ vero, la sorte ha solo pareggiato i conti con quanto successo al suo rivale nella corsa al titolo, ma francamente fa male vedere un pilota finire per terra così, soprattutto con la posta che c’era in gioco. Chi volesse incolpare la Honda per aver gestito male la squadra ci pensi due volte: non ci dovrebbe essere bisogno di ricordare ad un pilota che ha vinto tre titoli iridati che non è il caso di prendersi rischi con una posta in gioco del genere.

Ridono della grossa Rossi ed Elias. Il primo perché la sua rincorsa ha avuto finalmente successo: ha ragione il campione del mondo quando ricorda tutte le gare perse per responsabilità non sue, e come un solo zero per Hayden ci possa anche stare. Mi sbilancio ancora di più: pur dispiacendomi per la caduta dello statunitense, la sorte ha solo ripreso quanto gli aveva regalato nella gara di Assen. E Rossi, che non ha mai smesso di crederci, ora può sorridere sapendo che la prossima gara, e quindi l’esito della sua rincorsa mondiale, è finalmente tutta, e solo, nelle sue mani: non dovrà sperare che qualche altro pilota si infili fra lui e il rivale, ma potrà correre libero di gestire la sua tattica come meglio gli piace. Inevitabile che, anche dopo aver incassato una sconfitta per due millesimi, avesse un gran sorriso stampato in faccia dopo l’arrivo.

Elias, del canto suo, ha finalmente dimostrato di essere sempre ed ancora quello che l’anno scorso si era esibito in una crescita entusiasmante, e che ad inizio stagione aveva messo in chiaro di potere e volere puntare alla vittoria. Una vittoria costruita con una bella rimonta, creata guidando come un indemoniato senza il minimo timore reverenziale anche contro avversari ben più quotati e blasonati di lui. Bravissimo.

Stesse considerazioni per Roberts. Lo statunitense ha tirato fuori la guida dei giorni migliori, senza però andare mai sopra le righe. Sempre velocissimo, senza sbavature, Kenny ha dimostrato che con la moto giusta fra le mani può puntare a prestazioni importanti, così come il suo team – l’appoggio della Honda è stato sicuramente importante, ma non dimentichiamoci che i ragazzi di Banbury non stanno certo con le mani in mano.

Tutto il contrario di quello che si può dire per Stoner, ieri uno dei maggiori favoriti per la gara, oggi per terra nel giro di pochi minuti. Come a dire: al posto di Elias avrebbe potuto esserci lui, mentre ha scelto di rovinare tutto cadendo per la miliardesima volta, e portandosi con lui l’incolpevole Gibernau, al quale ormai non resta che il pellegrinaggio a Lourdes. Sete aspettava con ansia la gara di Valencia per puntare ad un bel risultato su una delle piste su cui è sempre andato più forte, ora gli toccherà correre con una frattura e le complicazioni derivanti dalla rottura della placca che gli teneva insieme la clavicola. Proprio un bel regalo da fare a Ducati, a quanto pare interessata ad avere l’australiano in squadra. Sono davvero sicuri?

Al quarto posto si è piazzato un positivo Edwards, bravissimo nel ruolo di scudiero di Rossi. Fin dalle prime battute ha coperto le spalle al compagno di squadra in modo ammirevole, fino a quando non ha però dovuto dimostrare che non ha il passo necessario a lottare con i migliori – e quindi tenere dietro gli avversari – fino in fondo. Non è comunque il caso di gettargli la croce addosso: Colin ha corso bene, per la prima volta da tanto tempo si è fatto rivedere davanti, e probabilmente si è riguadagnato il posto in squadra. Se riuscisse a stare in quelle posizioni più spesso, il dubbio non ci sarebbe nemmeno.

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Commenti dei lettori
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freewheel
Italy
Rome
del 16 ottobre 2006

Nessuno ha registrato le parole urlate da Hayden mentre usciva della sabbia? :-p
Rispondi

Ginge
Italy
Florence
del 16 ottobre 2006

Quando alla prima gara fu tirato giù alla prima curva, dentro di me pensai: "'gnamo Vale, invece di star lì a moccolare riparti alla svelta!". Arrivò 14esimo, ma se era più svelto a risalire in moto prendeva qualche punto in più. Poi Nakano che si stende all'ultimo giro nel GP scorso e regala un altro punto a Hayden. Ieri altri 5 persi per due millesimi.
Secondo me otto punti potrebbero non bastare, visto che quella Yamaha non è buona nemmeno a tenersi dietro Elias,
e Edwards non è buono nemmeno a proteggerlo da Roberts.
Rispondi

enris
Italy
Elice
del 16 ottobre 2006

Premesso che Rossi è il miglior pilota di tutti t tempi,
aggiungerei anche che è una di quelle persone a cui va tutto per il verso giusto sempre!


Rispondi

Ginge
Italy
Florence
del 16 ottobre 2006

L'anno prossimo potrebbero fargli fare il mondiale a handicap, tre gare in meno di default. Che senza Elias alla prima gara, e la botta di Donington avrebbe comunque vinto con due gare di anticipo anche quest'anno...
Comunque, ripeto, non è finita.
Rispondi

Tamma155
Italy
Castel Guelfo
del 16 ottobre 2006

Premesso che non ho nulla contro enris.
Comunque andrà possiamo dire che non è proprio vero che a Rossi vanno tutte bene ( Elias l' ha sdraiato, 2 motori si sono rotti e una gomma è implosa).
Fai un pò te......

Magari io ho visto un altro motomondiale.
Rispondi

ghostdog
Italy
Novara
del 17 ottobre 2006

Secondo me e' stata una bella lezione per Pedrosa: l'episodio lo ha umanizzato. Avete visto la faccia che aveva con Porta: per niente accigliato (come invece e' di solito) e riportato bruscamente sulla terra, finalmente un'espressione "sincera".
Ahhh!! Finalmente! E basta con 'sto ruolo da super-duro-incazzoso! Scendi dal piedistallo e rimettiti in gioco!

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