Motomondiale
GP Motegi, 250: Aoyama vince in casa
![]() Dev’essere una sensazione strana, per un giapponese, vincere in Giappone su una moto europea. Strana ma piacevole, a giudicare dalla faccia che aveva Aoyama sul podio: Hiroshi, che ad inizio anno era ancora a piedi dopo la fine della “borsa di studio” della Honda, e la KTM, che due anni fa non esisteva nemmeno, sono sul gradino più alto del podio nella tana del lupo. Scusate se è poco: noi, nel dubbio, il cappello ce lo togliamo, anche perché la stima nutrita per il pilota giapponese non è certo un segreto. Al “solito” secondo posto un De Angelis che proprio non riesce a concretizzare con una vittoria quello che sicuramente è il suo potenziale: quasi in tutte le gare si trova davanti un pilota che in quel giorno non è in grado di battere. Ormai Alex è in 250 da un po’, e si fatica a pensare che si tratti solo di sfortuna, ma la velocità non gli manca e francamente non è certo un pilota che si tiri indietro quando si tratta di tenere aperto. Prima o poi una vittoria la porterà a casa, e forse la cosa basterà a sconfiggere la maledizione… Ottimo il terzo posto di un Lorenzo che, con la gara di oggi, ha messo l’ipoteca definitiva sul mondiale. Jorge non aveva i numeri per fare di meglio, sembrava quasi rassegnato a gestire il suo vantaggio in classifica mondiale, ma gli è bastato vedere Dovizioso lì davanti per fargli tirare fuori le unghie e conquistare il podio. A parte le due “macchie” di inizio stagione, delle quali peraltro ha responsabilità limitate, lo spagnolo sta disputando un campionato perfetto – non possiamo fargli una colpa per la velocità della sua Aprilia, soprattutto perché in diverse occasioni ha dimostrato di saperla sfruttare meglio dei suoi compagni di marca. La consolazione di essere in grado di valicare i limiti di un mezzo prestazionalmente inferiore è decisamente magra per Dovizioso, che stavolta ha pagato tantissimo l’errore del compagno di squadra Takahashi: per non centrare la sua moto ha dovuto attaccarsi ai freni e perdere il contatto con i primi due. Senza l’ausilio della scia, Andrea non ha più potuto fare nulla, finendo per restare vittima del micidiale attacco del leader del mondiale. La matematica tiene ancora aperto il campionato, ma Lorenzo dovrebbe commettere un errore improbabile quasi quanto una rottura della sua Aprilia, visto che l’affidabilità della RSW si è dimostrata praticamente totale. Si può solo sperare che il mercato porti novità significative, per Andrea… Ottimo il quinto posto di Locatelli, come al solito il più concreto dei piloti privati (davanti anche a qualche ufficiale) in attesa che il suo talento venga premiato con un’altra occasione nella quarto di litro. La sua prestazione ridimensiona, in particolare, quella di Barbera, che non sembra nemmeno lo stesso pilota di inizio stagione, quando si proponeva di insidiare il titolo mondiale al compagno di squadra. Ci piacerebbe considerare positivo il nono posto di Simoncelli, ma è inutile nascondersi dietro ad un dito: certo, visto il numero di cadute in cui è incappato Marco quest’anno, un piazzamento nella top ten non è male, ma le aspettative di inizio stagione erano decisamente diverse. Foto: Milagro Così all’arrivo:
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