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Motomondiale

GP Motegi, MotoGP: Grande Capirossi, Rossi recupera

24 settembre 2006 Edoardo Licciardello
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GP Motegi, MotoGP: Grande Capirossi, Rossi recupera

Adesso è di nuovo lecito sognare. Ma prima di parlare di un mondiale che si riapre davvero, è impossibile non esaltarsi per la garissima corsa da Capirossi e dalla sua Desmosedici. Che ribadiscono una volta per tutte che quando le Bridgestone fanno il loro dovere, nulla di più (quale sarebbe la scusa degli altri piloti con le stesse scarpe?), pilota e moto sono all’altezza dei migliori della classe. Mettendo da parte i rimpianti per quella che sarebbe potuta essere la classifica senza il patatrac di Barcellona, è comunque facile rimettere in prospettiva una stagione in cui diversi hanno sollevato dubbi sul reale valore sia di Loris che della moto. Come e più che l’anno scorso, le nubi sopra la testa del numero 65 si sono dissolte da metà stagione in poi, con il recupero della perfetta forma fisica e l’arrivo delle piste in cui le Bridgestone, invece che subire, gli hanno semmai dato un piccolo vantaggio. Ma attenzione: l’abbiamo già detto, sarebbe riduttivo attribuire troppi meriti alle gomme.

Non sono state le gomme a disintegrare il record della pista al terzo passaggio, e nemmeno a riabbassare il ritmo su un passo stratosferico quando Rossi si è avvicinato. E’ stato il pilota, che ha sfruttato una moto velocissima nel migliore dei modi. Amen.

E veniamo a parlare di Rossi, che poche volte abbiamo visto così contento dopo aver preso paga in maniera così netta.  Certo, è facile ammettere la sconfitta quando l’avversario, come oggi, è in stato di grazia (e non basta fare il giro veloce della gara…), ma non è questo il punto. Il fatto è che la classifica è corta come non mai, i punti di distacco da un Hayden in crisi si sono ridotti a 12, e il titolo è di nuovo in palio. E’ vero, ad Hayden basterebbe arrivare due volte secondo anche se Rossi vincesse entrambe le gare che restano, ma siamo davvero sicuri che – con i valori che si sono visti in campo oggi – sia così facile per lo statunitense arrivare in piazza d’onore.

E’ difficile distribuire le responsabilità in quello che è evidentemente un declino delle prestazioni di Hayden (la sua Honda sembra al di sopra di ogni sospetto), ma l’impressione è che quello che si vede oggi sia il vero valore di Nicky. E in Honda se ne stanno rendendo conto, gestendo però forse la situazione in maniera non troppo redditizia: il cazziatone (impietosamente ripreso…) subito dallo statunitense nei box la dice lunga su quale sia la pressione a cui sono sottoposti team e pilota in questo finale di stagione. Non stupisce che il lavoro durante le prove sia faticoso e farraginoso, e che in gara i risultati non siano dei migliori: forse lo stato maggiore dell’HRC aveva riposto un po’ troppe speranze su un pilota che si avvicina di più alla definizione di onesto mestierante che a quella di fuoriclasse. Con una stagione del genere è presto per darlo sconfitto e perdente, ma è indubbio che nella sua posizione in classifica pesino molto incolpevoli “zero” altrui.

Ride anche Melandri, che dopo prove un po’ difficili in gara ha lottato come un leone, prima di arrendersi al fatto che oggi non era la sua giornata. E’ andato ad un pelo dal restituire a Rossi il “favore” di un anno fa, ma fortunatamente stavolta è andata bene. Marco deve ancora maturare un po’ a livello di costanza (più nella messa a punto che nella guida, sia chiaro) ma non è difficile vedere in lui molto più talento di qualche pilota ufficiale. Forse, nell’attesa che Pedrosa sbocci completamente (oggi è sembrato che il momento sia ancora piuttosto lontano…) valeva la pena di scommettere sul suo genio e sregolatezza, invece che sulla solida “ragioneria” di Nicky, che pure sicuramente paga i suoi dividendi sul mercato USA.

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Commenti dei lettori
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bogia
Italy
Nembro
del 25 settembre 2006

Un grande a Capirossi ma il numero 1 resta e resterà valentino! manca poco all'ottavo titolo....dai Rossi che c'è la puoi fare!!!
Rispondi

cillocirillo
Italy
Milan
del 25 settembre 2006

concordo con quanto scritto nell'articolo. Vorrei far notare che la Ducati è arrivata in questa gara al livello della honda perchè anche la moto di Gibernau è piazzata bene. Poi, c'è ovviamente un discorso di costanza di risultati su vari circuiti, ma la Ducati ha dovuto subire il doppio colpo di Barcellona. Ve l'immaginate per es. un botto fra Hyden e Melandri?
In questo campionato Loris è stato l'avversario più difficile per Valentino, più di chiunque altro e lo stesso dicasi per la Ducati. Che volere di più? ....magari nel 2008...
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