Già dal venerdì il tempo olandese aveva fatto capire che sarebbe stato un protagonista nel weekend di gara, complicando molto il lavoro nel paddock.
Pioggia e nuvole si sono affacciati diverse volte sul circuito più famoso del mondo, permettendo tuttavia una Superpole asciutta e corsa dai 16 partecipanti con ottimi tempi.
Il più veloce è stato Corser con il tempo di 1'38.965, davanti ad Haga e al suo compagno Kagayama. La Ducati di Bayliss chiude la prima fila, con il leader di Classifica che ha fatto segnare il tempo più veloce ma nella sessione di Prove Libere (1'38.6), ma non si è poi saputo ripetere.
Una prima fila da scintille (ed una seconda fila Barros - Muggeridge - Toseland - Pitt altrettanto entusiasmante) i cui piloti avevano già scelto il setup per la gara. Al posteriore la soluzione scelta era di utilizzare il pneumatico da 200mm, mentre il warm up doveva dire l'ultima parola per l'anteriore, a conferma dei long run effettuati.
A guastare i piani, domenica mattina, la pioggia.
Warmup bagnato, con coperture Rain per tutti i piloti, ed una lunga interruzione causa benzina in pista che ha costretto l'organizzatore a modificare il programma della giornata.
Race1:
Lo spettacolo di Gara1 è stato emozionante. Come promesso è arrivata la pioggia a complicare le cose, ed ogni giro della gara ha regalato sorprese.
La scelta degli pneumatici per Gara 1 era obbligata: pista bagnata e pioggia battente hanno costretto tutti i piloti ad utilizzare le coperture da pioggia.
Con una piccola scivolata Bayliss sembrava aver regalato ad Haga la vittoria della gara e dunque una concreta possibilità di rimonta (ben 25 punti in caso di vittoria...), ma ben presto anche il pilota della Yamaha ha dovuto prendere a piedi la via dei box, a causa di una caduta sullo scivoloso asfalto che ha tradito anche, tra gli altri, Troy Corser e Yukio Kagayama.
In queste difficili condizioni il più veloce alla fine è stato Chris Walker, in sella alla Kawasaki del team PSG-1, sempre veloce in condizioni di bagnato e capace di regalare la prima vittoria storica al team.
Dietro al pilota inglese Andrew Pitt ha preceduto Michel Fabrizio, di nuovo sul podio dopo Brno, per un podio che ancora una volta presenta tre diverse case costruttrici di moto.
Race2:
Con la gara dichiarata asciutta - e l'asfalto ancora umido - I piloti della Superbike hanno affrontato Gara2 con gomme slick.
Le prime due file hanno scelto per il posteriore le Pirelli DIABLO SUPERBIKE nella soluzione "B1", da 200mm, con la sola eccezione di Muggeridge.
Dopo pochi istanti di gara tre dei protagonisti sono incappati in una caduta: Haga, Corser e Toseland (l'ultimo sarà il solo a poter ripartire).
Davanti a tutti Troy Bayliss, dopo la caduta di Gara1, è riuscito a creare un margine che ha poi mantenuto fino alla fine (per lui scelta "B" all'anteriore), chiudendo la gara in prima posizione davanti a Pitt e Nieto (per loro una "A" anteriore).
Il pubblico, numeroso nonostante la pioggia incessante (oltre 60.000 presenze), si è divertito ed ha poi festeggiato il podio, con tre diverse moto nelle prime posizioni.
Bayliss ha oggi aumentato il suo vantaggio in classifica, e sarà davvero dura per i suoi rivali insidiare il "suo" titolo nelle tre restanti gare.