Motomondiale
GP Brno, MotoGP: Il giorno della riscossa
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Grandissimo Capirossi, grandissima Ducati oggi in repubblica ceca. Impossibile dire qualcosa di diverso dopo una gara del genere, in cui Loris è partito martellando come un dannato fin dai primi giri e ha allungato costantemente fino ad arrivare al traguardo. Finalmente forte di gomme Bridgestone che hanno offerto prestazioni sensazionali per tutta la durata della gara, e su una pista molto diversa da quelle tutte punta-e-spara che la Desmosedici ha mostrato di soffrire, finalmente moto e pilota hanno potuto esprimere appieno il loro potenziale. Elevatissimo, se qualcuno non se ne fosse accorto: l’impressione è che, come l’anno passato, nella seconda parte della stagione sarà durissima mettersi dietro il team bolognese. Manca il confronto diretto con l’assente Gibernau, ma francamente non riconoscere i meriti di Capirossi nello sviluppo e nei successi della Desmosedici sarebbe miope e riduttivo, senza considerare l’appeal verso il popolo ducatista di un simbolo come Loris. I tifosi italiani non possono non essere felicissimi anche per il secondo posto di Rossi, che complice la giornataccia del leader del mondiale recupera molto terreno in classifica mondiale. Valentino ha corso una gara splendida: anche se la posta in palio non era la vittoria come il campione del mondo sperava e si aspettava dopo le prove del sabato, Rossi non ha mollato un attimo, rispondendo con cattiveria decisamente intimidatoria ai tentativi di un fantastico Pedrosa di scalzarlo dal secondo gradino del podio. Il duello visto oggi ha il sapore di anticipazione dei tempi a venire, anche se probabilmente in futuro lo spagnolo sarà meno remissivo. L’impressione è che Rossi, al momento attuale, sia superiore sia sul piano della guida che sotto quello della solidità psicologica intesa come fiducia nei propri mezzi – quando Vale ha voluto, ha dato fondo alle sue risorse e ha conquistato rapidamente un margine sufficiente a metterlo al riparo da assalti dell’ultimo giro, e non ha ritenuto necessario lasciar passare il rivale per studiarlo a fondo. Non è un caso che Valentino abbia risposto con tanta decisione agli assalti di Daniel – un modo come un altro per instillare un po’ di timore reverenziale in un pilota che non sembra sentirsi particolarmente intimidito dal blasone di Rossi. Alla fine Pedrosa ha un po’ mollato: la sua remissività non va però considerata come debolezza, anzi: è strano che un pilota così giovane sia abbastanza lucido da capire che, al contrario di Rossi, lui aveva tutto da perdere da una caduta, e che oggi l’avversario non aveva la minima intenzione di lasciargli il secondo posto. Prima di parlare del gruppo degli inseguitori è il caso di spendere qualche parola per l’opaca gara di Hayden. Come in Inghilterra, lo statunitense non ha praticamente mai convinto, ma diversamente rispetto a Donington non ha potuto avvantaggiarsi di errori degli avversari. Come visto nelle prove, la Honda del leader del mondiale non era affatto a posto sul tracciato ceco, e non gli ha permesso di difendersi adeguatamente – si parla di problemi alla frizione che hanno condizionato pesantemente la gara di Nicky, ipotesi non improbabile visto il suo stile di guida che, soprattutto in ingresso curva, lo vedrebbe molto penalizzato. Un conto, però, è correre una gara in difesa, tutt’altro farsi mettere dietro da piloti la cui situazione tecnica non è nemmeno lontanamente paragonabile alla propria. Nicky continuava a guardare la gomma posteriore, ma francamente fatichiamo a pensare che un calo come quello visto sul finale di gara non sia nemmeno in parte imputabile ad un problema psicologico. Attendiamo Sepang per capire meglio come viva Hayden la situazione di lepre… Ottimo quarto chiude un grande Roberts, in sella ad una KR211V che, gara dopo gara, avvicina sempre di più le prestazioni delle migliori Honda. In questo piazzamento c’è molto dell’esperienza dell’ex campione del mondo, non a caso “venuto fuori” nelle ultimissime battute di gara. Esperienza di gara ma anche esperienza nella guida di traverso: Kenny jr. si allena da quando era piccolo nel dirt-track e ha insegnato nella scuola del padre a Barcellona. A farla breve: la sua capacità di guidare quando il grip cala non è in discussione. Ottimo anche il piazzamento di Stoner, forse non eclatante come quelli di inizio campionato ma conquistato mettendo in mostra velocità ma anche tanta solidità: in passato sono state proprio situazioni come quelle di questa gara (ritmo elevato e obiettivi appetitosi davanti di poco…) a causare i pazzeschi rotoloni per cui Casey ha fatto rispolverare il soprannome di “Rolling”. Niente di tutto questo: l’australiano, forte di una RC211 ottimamente preparata dal team di Cecchinello, ha corso con la testa, dandole e prendendole senza mai andare sopra le righe. Niente male: forse ci voleva proprio la chiusura dei discorsi di mercato per liberargli la testa e metterlo in condizione di correre concentrato. |
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| alessiorsv Italy Vicenza | del 20 agosto 2006 Grande Capirossi!!!Mi spiace per Rossi ma quando la moto non va anche un campione come lui fa fatica!!!Siano problemi di gomme o di moto! Rispondi |
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