Motomondiale
GP Brno, 250: Lorenzo allunga
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Ci eravamo illusi che potesse andare diversamente, e che l’esito della gara non fosse così scontato come il responso delle prove lasciava intendere, ma tale illusione non è durata più di una dozzina di giri. Tanto è bastato a Lorenzo per liberarsi gradualmente degli avversari e iniziare un micidiale allungo che lo ha portato a tagliare il traguardo in solitaria. Non c’è nulla da fare: al momento attuale l’accoppiata Lorenzo/Aprilia è pressoché imbattibile, ma il problema è che la situazione potrebbe non cambiare nemmeno il prossimo anno. Il rinnovo del contratto fra casa e pilota, ma soprattutto l’annuncio di Honda in merito allo stop dello sviluppo per 125 e 250 lascia presagire un futuro monomarca o quasi per le classi minori. Un’ottima alternativa potrebbe essere KTM, che nel fuoristrada ha sempre messo a disposizione dei team privati e satelliti mezzi estremamente competitivi: considerando il livello prestazione messo in mostra dalla moto di Aoyama qui a Brno siamo sicuri che diversi piloti e team manager ci stanno facendo qualcosa più che un pensierino. Il pilota ci mette molto del suo – non è da ieri che crediamo nelle doti di guida del pilota giapponese – ma la bicilindrica austriaca, ormai di fatto alla sua terza incarnazione, è una moto veloce e matura. Il tutto comunque non è bastato per tenere dietro un incredibile Dovizioso, capace di guidare sempre e comunque sopra gli evidenti problemi di motore della sua Honda. Andrea ha tirato sempre e comunque, credendoci fino alla fine (ma che brivido, quella rialzata sul traguardo…) ed esibendosi come suo solito in staccate al limite di quanto concesso dalle leggi fisiche. E’ davvero difficile – e non solo per campanilismo – non tifare per il forlivese, che come suo solito parla poco e fa tanto. Concreto e velocissimo: come si fa a non ammirarlo? Appena giù dal podio, purtroppo, Locatelli. Sembrava che Roberto ce la potesse fare: quando è calato il ritmo ha ripreso facilmente il gruppetto dei fuggitivi, e ha gettato scompiglio fra gli inseguitori di Lorenzo. Difficile credere che l’intento fosse davvero quello di fare gioco di squadra nei confronti del compagno di marca (che correndo per un team diverso…) piuttosto che non invece tentare di salire sul podio, ma purtroppo i sogni del Loca si sono infranti quando i primi hanno ripreso a fare sul serio, allontanandosi al ritmo di quasi mezzo secondo al giro. Il risultato finale, comunque, premia un Locatelli solido come non mai, per il quale una moto ufficiale l’anno prossimo sarebbe un premio decisamente meritato. Va bene puntare sui giovani, ma l’esperienza di Roberto è un’arma da non sottovalutare. Decisamente più deludente la prestazione di Barbera, che rispetto a quanto messo in mostra nelle fasi iniziali della stagione sembra essersi spento, e non solo per le conseguenze fisiche dell’incidente che lo ha costretto a saltare diverse gare. La realtà è che Hector non vale il compagno di team, e che probabilmente il suo cercare costantemente il confronto (forse perché spinto da chi lo gestisce) con Lorenzo lo danneggia invece che avvantaggiarlo. Non riesce a non far rimpiangere l’infortunato Takahashi (confronto pensato per pura e semplice questione di nazionalità e marca) il più giovane degli Aoyama, Shuhei. Lo “studente” Honda è ancora un po’ acerbo, anche se merita sicuramente fiducia. Più o meno stesse considerazioni per Cardenas, che ha sicuramente un compito molto più facile nel sostituire il ritirato Porto, da molto tempo non più all’altezza di quanto aveva saputo fare ad inizio decennio. Peccato per De Angelis, volato via dopo soli cinque giri mentre teneva – sia pure con un po’ di difficoltà – il ritmo del gruppetto di testa. Alex continua a commettere errori difficilmente perdonabili per un pilota della sua esperienza (anche se stavolta non è tutta colpa sua) ma è la scarsa visione tattica a penalizzarlo più di tutto il resto, come si è visto nel tentativo di tenere dietro Dovizioso quando quest’ultimo era decisamente più veloce di lui ed in grado di “tirarlo” all’attacco di Lorenzo. Prima di pensare alla MotoGP, forse sarebbe il caso di essere più concreti dove si corre. Foto: Fortuna Racing Così all’arrivo:
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