Moto d'epoca
Milano-Taranto: una settimana in sella ad un sogno
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Oltre 1.700 chilometri, per le strade Statali e Provinciali piu’ belle d’Italia: questo è il tracciato della rievocazione della Milano – Taranto motociclistica. 200 piloti, in maggioranza stranieri, in sella a moto che hanno fatto la Storia del nostro Sport, che vivono una bellissima avventura lunga una settimana, con nella mente solo la propria moto, la voglia di stare in sella, e divertirsi senza alcuna altra preoccupazione. Perché la Milano-Taranto di oggi, 20^ edizione rievocativa della mitica Corsa d’un tempo tutta d’un fiato attraverso l’Italia, oggi è una gara di Regolarità che si corre a tappe, ma è organizzata da quel personaggio grandissimo e unico di Franco Sabatini come la Vacanza Migliore che un Rider puo’ vivere in sella alla sua motocicletta. Il Franco infatti, in sella alla sua moto, ogni anno percorre e “seleziona” le piu’ belle strade d’ Italia, attraverso luoghi incontaminati e paesaggi mozzafiato, tracciando ogni anno un itinerario sempre diverso, seppur sempre legato al “filo” originario della Corsa dell’epoca. E la sua meravigliosa idea sta nel “nascondere” tra le pagine del Regolamento Sportivo e quelle delle Classifiche di una Gara di Regolarità a Controllo Orario, un viaggio fantastico che ogni Motociclista sogna di fare almeno una volta nella sua vita. Esagerato?? Leggetemi e capirete. Milleottocento chilometri in una settimana attraverso l’Italia, in sei tappe giornaliere di circa 300 chilometri, dove il rettilineo piu’ lungo è forse di un chilometro. In sella alla vostra moto, un susseguirsi di emozioni ad ogni paese, ad ogni curva: se siete fortunati come me, dovrete decelerare su un Passo per permettere ad un Falco di planare davanti a voi. La sera, un accogliente Albergo a 4 stelle per il riposo e “l’intermezzo” fino alla mattina dopo: la cena con i compagni di avventura, ad ascoltare le storie dei motociclisti di tutti i paesi d’Europa. Allineate nel parcheggio, 200 moto e sidecars tra le piu’ belle al mondo che raccontano la Storia della Motocicletta. Non parlate inglese o tedesco? Nessun problema; con il “bicchiere della staffa”, aggiratevi nel parcheggio, a guardare le cure dedicate alle Vecchie Signore: la Meccanica ha un linguaggio internazionale, e un tedesco, con un boccale di birra in mano, riesce anche parlare italiano… Ogni giornata è ritmata da 2 o 3 soste per i Controlli Orario: una noia? Al contrario, è un piacere per l’unico tra i cinque Sensi che in moto non è sollecitato: il Gusto. Perché dove c’è una sosta per il C.O, vi è offerto un ricco buffet con i prodotti tipici del luogo attraversato. Tutti noi ci innervosiamo nel traffico caotico e sconosciuto di una città nuova. Allora fermarsi nelle piazze piu’ belle d’Italia, o nei paesini sperduti ma ricchi di storia, con area di parcheggio riservata, e le forze dell’ordine che bloccano il traffico al nostro passaggio, non vi alletta? Anche voi siete viaggiatori che odiate le borse e i bauletti stracarichi, vi piace viaggiare leggeri con la sola antipioggia, per godere in pieno della vostra moto? Problema risolto: ogni mattina, prima della Partenza di tappa, consegnate il vostro bagaglio settimanale allo Staff, e lo ritroverete la sera al vostro arrivo in albergo. Relegate pure in fondo alla vostra mente la paura di qualche guasto meccanico, e di rimanere “a piedi” sperduti in zone che non conoscete, lontani da casa: un camion attrezzato, con meccanico disponibilissimo e vero “mago” delle 2 ruote, segue la Carovana per tutto il percorso. O vi risolve il problema sul posto, oppure carica la moto e la porta a fine tappa, dove poter lavorare con piu’ calma. E voi salite su un’auto dello Staff, per riposarvi e arrivare all’Albergo della Tappa… Aborrite anche voi la tecnologia dei Navigatori Satellitari, ma non avete dimestichezza con le Cartine Stradali, e spesso la segnaletica stradale vi fa impazzire. Bene: lungo la Mi-Ta siete “guidati” ad ogni bivio da una visibilissima freccia rossa posta nei punti strategici; e nelle zone piu’ trafficate o “critiche”, siete indirizzati dagli onnipresenti “Angeli della Mi-Ta”, le mitiche Staffette Volanti - anche loro in sella - che si materializzano dove c’è bisogno: sempre un passo avanti a voi, a guidarvi, o dietro di voi, per assistervi. Non siete ancora soddisfatti. Lo capisco. Allora vivrete la Cena piu’ bella della vostra vita: nella piazza interna di un antico Castello, con i camerieri i costume d’epoca, un menù da leccarsi i baffi, in una atmosfera al lume di candela che vi riporterà indietro di almeno 200 anni. Tutto questo organizzato e condotto da uno Staff impagabile, diretto dalle figlie Natalina, Lina e Claudia, che vi risolve qualsiasi problema con un sorriso: non potreste a desiderare nulla di meglio. Ogni anno questa favola si ripete e si rinnova; e non avete bisogno di possedere una Moto Storica, perché esiste la possibilità di godere tutto questo in sella alla vostra moderna cavalcatura, iscrivendovi come MotoAssaggiatori: a voi resta l’unico onere di gustare e giudicare le specialità enogastronomiche offerte lungo il percorso… Non avete ancora mandato l’iscrizione??? E sperate di trovare ancora posto???(Nella foto: |
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| julius Italy Verona | del 28 marzo 2007 Mio padre, Giovanni Rocchi classe 1929, Campione Italiano 1954 II° cat. su Guzzi 250, ha avuto l'onore di gareggiare in parecchie Milano -Taranto e T.T., nonchè è stato collaudatore Moto Guzzi a Mandello del Lario, sin da piccolo mi raccontava con nostalgia i bei tempi passati in sella alle sue amate moto, in effetti i suoi racconti finivano sempre sulle Milano Taranto e sui T.T. Durante una Milano Taranto, partenza di notte, i piloti di allora foderano il serbatoio con una coperta, cosicchè nei rettilinei si poggiavano sopra per riposare le braccia e la schiena, sta di fatto che nei pressi di Bologna mio padre fù preso da tremendo coccolone e si addormentò, si sveglio dopo pochi attimi ma ormai era in curva, riprese il controllo della moto ma urto con il piede destro contro una pietra migliare, riusci a tenere la moto, e finì all'Ospedale. Dopo l'ingessatura di rito lo misero sul treno per Milano, ma i sobbalzi dei binari sul piede rotto erano deleteri, allora alla seconda fermata scese dal treno e fece scaricare ed accendere la moto da un facchino e rientro in moto a Milano. Comunque dopo 10 anni di corse, dopo un T.T. carneficina, dove i cadaveri dei corridori giacevano lungo il percorso aspettando di essere rimossi decise che era ora di dire basta. quanto sopra è documentato. Saluti a tutti e buon divertimento Rispondi |
| Anonymous Italy Rome | del 13 dicembre 2007 Scusate, chi bisogna contattare per inviare l'iscrizione alla milano-Taranto?? Grazie e saluti. Lucio Lucente Rispondi |
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