Dopo Roberto Rolfo e Stefano Bianco un altro pilota piemontese approda al Campionato del Mondo di motociclismo di velocità. E’ Roberto Lacalendola, torinese residente a Piossasco, diciassette anni, che la Federazione Motociclistica Italiana ha scelto come pilota “wild card” per la classe 125 del Gran Premio d’Italia in programma al Mugello il prossimo 4 giugno.
Un premio ed un riconoscimento delle capacità del giovane centauro che diventerà maggiorenne il 30 giugno e per il quale questa nuova esperienza è “un sogno – dice – che spero rappresenti la svolta per la mia carriera. Un premio per tutti i sacrifici che occorre fare per correre”.
Roberto Lacalendola ha iniziato a correre nel 2003 partecipando al Campionato Italiano Sport Production con una Aprilia 125 SP . In quell’anno la prima vittoria ottenuta nel Trofeo Inverno a Binetto. L’anno successivo passa alle grand prix, sempre in sella ad una moto Aprilia 125, e partecipa al Campionato italiano ed all’europeo. Un anno di esperienza messa a frutto con un undicesimo posto nell’italiano ed un diciassettesimo nel continentale. L’anno scorso sale in sella alla Honda 125 del team elvetico Tresoldi ed è subito successo.
Due primi posti, un secondo ed un quarto, ma soprattutto la vittoria nel Trofeo Honda. Il 2006 è iniziato con la prova di campionato a Monza dove, appena dopo il via, alla prima variante Lacalendola è stato coinvolto in una caduta multipla. Rimessosi stoicamente in sella e si è reso protagonista di una grande rimonta che lo ha portato a concludere la gara in decima posizione raccogliendo sette punti preziosi per il Campionato.
Nella seconda prova, disputata proprio al Mugello la scorsa settimana ha concluso al sesto posto assoluto, terzo degli italiani.
Ora questo importante appuntamento dove all’improvviso viene proiettato tra i “mostri sacri” del motociclismo come Alvaro Bautista, Mika Kallio, Fabrizio Lai, Hector Faubel e Mattia Pasini. Per lui un’occasione unica per fare esperienza da mettere a frutto nel prosieguo della sua stagione.
Un premio per quanto sin qui fatto, ma anche una piccola svolta in una gara sotto ai riflettori su di un palcoscenico unico, quello del Motomondiale.