Moto d'epoca
Il Giro del Mondo di Tartarini e Monetti su Ducati 175
![]() E’ stato presentato in occasione della serata di chiusura della sesta edizione del Motogiro D’Italia, il libro “Il Giro del Mondo di Tartarini e Monetti su Ducati 175”, resoconto del viaggio effettuato da un ex pilota Ducati, Leopoldo Tartarini, e Giorgio Monetti, studente giramondo, che in attesa di trovare un impiego decise affiancarlo nell’impresa. Per un anno intero, dal settembre 1957 al settembre 1958, i due girarono il mondo coprendo tutti i continenti, dagli sterminati deserti australiani alle foreste dell’Amazzonia alla vetta delle Ande, per reclamizzare il marchio Ducati e costruire una rete di concessionari nelle nazioni dove la casa di Borgo Panigale non era ancora conosciuta. Per la prima volta, una casa motociclistica ideava un lancio promozionale di questa rilevanza, pur con mezzi limitati, e ridottissimi punti di appoggio. Basti pensare che le due moto 175, protagoniste del viaggio-lancio in quanto moto nate per il Gran Turismo, furono adattate con pochi ritocchi all’interno della stessa Ducati da alcuni amici meccanici.
Giorgio Monetti, stessa classe del compagno di viaggio, giovane di buona famiglia bolognese, alterna allo studio universitario i viaggi e una passione sportiva nel campo delle auto, dando sfogo alla sua inventiva meccanica, cercando spesso soluzioni originali per quanto riguarda motori, assetti e pneumatici. Al rientro del viaggio sarà responsabile della rete commerciale estera della Ducati dal 1959 al 1962. Successivamente si è dedicato all’attività di concessionario di auto. “Oggi il mondo è piccolo”, esclama Tartarini. “ E’ una piccola palla che si può ‘girare’ in pochi giorni. Cinquant’anni fa, l’esperienza di percorrerlo con una piccola ma generosa moto mi dette l’impressione di immensità. La grande dose di incoscienza di quei tempi mi permise di percorrerlo tutto attraverso i cinque continenti, fra mille peripezie e sacrifici, con il mio amico Giorgio. Mi piacerebbe rivivere quell’esperienza, ma non so se troverei lo stesso spirito di sacrificio…Ci farò comunque un pensierino!”. “Ancora oggi ho il ricordo di quella bellissima esperienza negli occhi, mi ha segnato la vita”, commenta Giorgio Monetti. “Fu una sfida con noi stessi, senza mezzi, né organizzazione, né televisioni a seguire l’evento, con il dubbio di riuscire a tornare a casa”. “ Più passa il tempo e più mi convinco che il viaggiare così, “all’avventura”, sia il modo migliore per apprezzare i luoghi che si visitano. Mi piace poter pensare che i giovani d’oggi siano ancora in grado di raccogliere questo genere di sfide, nonostante le comodità cui il progresso ci ha abituato”. L’autore del libro, Giuliano Musi, è caposervizio della redazione di Bologna di “Stadio- Corriere dello Sport”, dove si occupa di sport quali calcio, basket e motori. “Il libro è nato per caso, una sera a tavola, merito del feeling creatosi tra alcuni appassionati di moto”, afferma. “Grazie ai racconti di Tartarini e Monetti, che raccontando hanno di fatto rivissuto questa grande avventura, alla fine il Giro del Mondo l’ho fatto anch’io, arricchendomi così di conoscenze e sensazioni che non avrei mai potuto provare, perché in realtà non sono un motociclista!” “Mi sono reso conto che questo evento è stato talmente importante, per l’epoca, che ho pensato fosse necessario riportarlo alla memoria di tutti gli appassionati di questo genere di avventure”, dichiara Gigi Mengoli, attualmente Vice Direttore Prodotto di Ducati nonché Presidente della Fondazione Ducati, promotrice di questo progetto sin dalle sue origini. “Il giro del mondo di Monetti e Tartarini è un’impresa che qualifica le capacità tecniche delle nostre moto e rivela lo stile di vita di chi le acquista ancora oggi. Questo libro racconta e incarna l’anelito esistenziale dell’uomo moderno, votato alla ricerca di emozioni, socialità e avventura, nel pieno rispetto della natura.” |
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