Azioni & Tifosi - L’Adusbef tuona: “Calciopoli” scoperchiato come il “Faziogate”
“Calciopoli”, l’ennesimo scandalo che si è abbattuto sul calcio italiano, gestito come una vera e propria “cupola mafiosa” con complicità ramificate, è stato scoperchiato ancora una volta (come il Faziogate) grazie al lavoro della magistratura penale ed a quelle intercettazioni telefoniche formidabile strumento investigativo che si vorrebbe limitare, dimostra che le autorità preposte ai controlli, non assolvono ai loro doveri per leggerezza,commistione di interessi, complicità diretta.
Sono queste le osservazioni dure sullo scandalo intercettazioni, senza fronzoli, dell’Adusbef, per voce del presidente Elio Lannutti, che sul rapporto tifoseria-azionisti aggiunge: “I tifosi, soprattutto quelli dei club quotati, che sono stati indotti dalla passione sportiva ad acquistare le azioni delle loro squadre del cuore, che non dovevano andare sul mercato sono stati truffati 2 volte, anche per le perdite registrate in Borsa. Adusbef si era scontrata con il muro di gomma di Consob (che dovrebbe essere commissariata per aver concesso le autorizzazioni a far quotare società con bilanci in disordine, aggirando la norma che prevedeva potessero essere quotate società con gli ultimi 3 bilanci in utile) e di Borsa Italiana, che negli ultimi anni, hanno fatto approdare in Borsa aziende sull’orlo del dissesto, che grazie all’apporto di capitali freschi, riuscivano a prorogare il default a danno del mercato e dei piccoli azionisti”.
Per consentire le quotazioni delle società di calcio - rileva l’Adusbef - i nuovi regolamenti di borsa hanno eliminato i requisiti formali, ossia gli ultimi tre bilanci in attivo disciplinati nella Parte 2 del regolamento di borsa entrato in vigore il 1 gennaio 1998. Per i titoli azionari si richiede che gli emittenti “abbiano pubblicato e depositato, a norma di legge, i bilanci, anche consolidati, degli ultimi tre esercizi di cui almeno l’ultimo certificato”. La società, inoltre, “deve esercitare, direttamente o attraverso le proprie controllate e in condizione di autonomia gestionale, un’attività in grado di generare ricavi derivanti dalle attività tipiche”.
E di conseguenza l’Associazione si pone la seguente domanda: “Quali controlli ha esercitato la Consob, anche in merito alla norma contabile, di cui all'art. 18/bis della legge 23 marzo 1981, n. 91, introdotta dalla legge n. 27/2003 (c.d. "Decreto Salvacalcio"), che prevede la facoltà per le società calcistiche di capitalizzare, nei bilanci chiusi al 30.6.2003, le svalutazioni dei diritti sulle prestazioni dei calciatori, "spalmando" in 10 anni i relativi ammortamenti, in difformità con il disposto del codice civile e dei principi contabili di riferimento, secondo i quali l'onere della svalutazione va imputato per intero tra i costi dell'esercizio in cui si manifesta?”.
L’Adusbef, quindi, nell’auspicare il commissariamento della Consob, che non sembra abbia esercitato i necessari controlli preventivi sulle società di calcio quotate, chiede che almeno si sospenda a tempo indeterminato la quotazione di Juve, Roma e Lazio, in attesa della necessaria chiarezza e trasparenza delle Procure,per revocare le autorizzazioni concesse alle quotazioni,che hanno prodotto danni enormi a migliaia di risparmiatori-azionisti tifosi.
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