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Motomondiale

GP Shanghai, MotoGP: Prima... vittoria per Pedrosa

14 maggio 2006 Edoardo Licciardello
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GP Shanghai, MotoGP: Prima... vittoria per Pedrosa

In altre specialità lo chiamano “hat trick”, ma se anche Pedrosa non lo sapesse quello che conta è che sappia come farlo. E nonostante la scarsissima esperienza (ammesso sia vero che non ha mai provato in test privati, negli anni passati, la RC211V, cosa che viste le politiche Honda appare quantomeno improbabile) Dani ha fatto un en plein – pole, giro veloce, vittoria – degno di un campione molto, molto più scafato di lui. Impossibile non restare stupefatti da questo campioncino in miniatura che ha rimontato con sicurezza degna di tutt’altra esperienza una partenza non eccezionale, e che finalmente abbiamo visto sul podio con un sorriso a trentadue denti. Adesso, però, viene il difficile. Perché le gare europee, ne siamo sicuri, vedranno il rientro in primo piano dei protagonisti “abituali” della MotoGP, e con il ritorno su tracciati più convenzionali i problemi accusati da Yamaha e Ducati (e relative Bridgestone, s’intende) potrebbero ridursi notevolmente.


Nel frattempo, Suguru Kanazawa si frega (giustamente) le mani per una doppietta che per il team HRC non si vedeva davvero da tanto, tanto per sciogliere qualunque dubbio potesse essere nato negli ultimi due anni sul valore del team interno. Ma fa un po’ impressione vedere Hayden, che di esperienza sulla V5 Honda ne ha da vendere, venire “saltato” con tale nonchalance in pista e nelle priorità della casa di Tokyo dal compagno di squadra in scala: Nicky è solo un buon collaudatore? Sembrerebbe di no, ma è sicuramente vero che da un pilota della sua esperienza ci si aspetterebbe una maggior “resilienza” agli assalti in circuito da parte di un pilota come Pedrosa. Lui, nel frattempo, si gode l’ampio primato in classifica…

Il terzo posto di Edwards contribuisce ad addolcire un weekend alla cicuta per Yamaha e il team Camel. Colin ha fatto una gran bella gara, arrendendosi solo a due Honda ben più in forma della sua M1, ma è inutile sottolineare come, senza quella gomma anteriore difettosa che ha tradito Rossi a pochi giri dalla fine, sul podio sarebbe salito il campione del mondo e non lui. La Yamaha, in questo momento, sembra decisamente in affanno, ma come già detto, meglio attendere l’arrivo sui circuiti europei prima di trarre conclusioni affrettate. Chi scrive è fermamente convinto che, nonostante la stagione assuma toni decisamente drammatici per Valentino, il ritorno sui tracciati “consolidati”, con configurazioni e asfalti diversi da quelli affrontati finora, rivedrà Rossi nel solito ruolo di schiacciasassi.

Continuando con i problemi di gomme, è inevitabile non parlare di Bridgestone. Hopkins, costretto ad Istanbul a rientrare ai box per sostituire il pneumatico posteriore, stavolta ha potuto contare su un rendimento quasi perfetto da parte delle gomme, e il suo manico – oltre ad una Suzuki decisamente più in forma del solito – ha fatto il resto. Quello che stupisce è il fatto che si tratti di fatto assolutamente unico nel panorama dei gommati Bridgestone, oggi: le Ducati e le Kawasaki, come da pronostico amaramente pronunciato da Capirossi e Gibernau, sull’asfalto asciutto non hanno potuto contare se non su pochi giri di aderenza ideale. Un guaio non da poco che sembrava un pallido ricordo del passato dopo la gara di Losail, e che invece è rispuntato con prepotenza negli ultimi due GP. Anche in questo caso, i tracciati europei potrebbero fare la differenza.

Sorridono – almeno a mezza bocca – i piloti Honda Michelin. Partiamo da uno Stoner brillante ma che ha fatto rivedere un ombra di quella tendenza ad esagerare che gli aveva fruttato il soprannome “Rolling Stoner” nella ottavo di litro. Un dritto “mostre” che gli è costato un piazzamento di valore, ma che non gli ha impedito di arrivare primo delle Honda non-HRC. E scusate se è poco. Si rivede inoltre finalmente Tamada, che da quando monta i pneumatici francesi si era completamente perso, e invece oggi finisce davanti ad un Melandri in profonda crisi.

Oggi Marco – problemi tecnici a parte – ha corso una gara quantomeno confusa, ricadendo nell’errore già commesso l’anno passato al Mugello: si è messo a duellare all’ultima staccata con i compagni di viaggio, ostacolandoli (nel pieno rispetto delle regole, s’intende) ma costruendo, alla fine, poco, e consumando le gomme inutilmente. Lo abbiamo già detto: il limite di Marco non è sicuramente il manico, quanto a volte una lucidità mentale – chiamatelo senso tattico, se preferite – che non sempre lo assiste. Nulla di male, la giornata nera capita per tutti, anche perché stavolta il compagno di team Elias, stavolta, è stato tenuto a rispettosa distanza.
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Commenti dei lettori
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ROBY68
San Marino
del 14 maggio 2006

NON CREDO CHE UNA VOLTA RISOLTI I PROBLEMI ROSSI RIDIVENTI
LO SCHIACCIASASSI DI SEMPRE. ADESSO HA UN AVVERSARIO GIOVANE
FORTE E SOPRATTUTTO CON GRANDE PESO POLITICO. E' SEMPRE IL
NUMERO 1 MA ORA E' DURA ANCHE PER LUI. LE MOTO HRC SONO MISSILI... PER QUANTO RIGUARDA MELANDRI PENSO CHE FOSSE IN CRISI, NON E' CERTO UNA SORPASSO E CONTROSORPASSO CHE DANNEGGIA LE SUE GOMME E LA GARA DI ROSSI. QUEST'ULTIMO DEVE
STARE UN ATTIMINO PIU' CALMO. CERCA SEMPRE DI METTERE IN RIDICOLO I SUOI CONNAZZIONALI E AVVERSARI. PRIMA BIAGGI POI
GIBERNAU ADESSO MELANDRI. GRANDE PILOTA COME UOMO E PERSONAGGIO HA GROSSI LIMITI. OGNUNA FA LA SUA CORSA. LA
BATTAGLIA FRA LORO DUE E' DURATA UN GIRO E MEZZO NON HA
COMPROMESSO LA GARA DI ROSSI. RIBADISCO GRANDE PILOTA PERO'
OGGI NEI COMMENTI E' SCESO AD UN LIVELLO BASSISSIMO.

Rispondi

Marzich
Italy
Milano
del 16 maggio 2006

Vale si è sfogato duramente domenica, ma sinceramente lo capisco. sta vivendo un inizio di mondaile davvero difficile e sfortunato. anche in cina bella rimontga( e penso molto faticosa) vanificata da una gomma fallata.. vorrei vedere chi sarebbe rimasto calmo.
Cmq risolti i problemi con il telaio e per lo meno dopo averli attenuati sarà dura x gli altri. Pedrosa è veramente forte, ma sinceramente non credo abbia grosse speranze.
Hayden: nn è "il campione", ma per me è troppo criticato. anke quest'anno la honda lo usa. sta correndo con una moto che è al primo anno di vita, perciò presubimilmente acerba. x me sarà lui il vero rivale di vale. e ciò mi preoccupa, in quanto nicky per ora nn ha saltato un'appuntamento. la costanza è più pericolosa del singolo colpo.
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