Motomondiale
GP Shanghai, 125: Kallio torna alla vittoria
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La fortuna aveva un debito con Kallio dalla gara scorsa. Debito prontamente saldato qui a Shanghai, dove il pilota finlandese ha potuto sfruttare alla perfezione le prestazioni della sua KTM – quantomeno pari a quelle delle Aprilia – ed una lucidità nelle ultime battute di gara che ai suoi rivali è un po’ mancata. Niente di nuovo, Mika è un pilota di pregio ed esperienza, e quest’anno sembra avere anche quella solidità che l’anno scorso è mancata qualche volta di troppo, facendogli commettere errori costatigli – più che il tradimento ad opera dell’allora compagno di squadra Talmacsi, quest’anno il più concreto dei piloti Honda – un titolo mondiale che lui e il team senza dubbio meritavano. Finalmente molto positivo anche il nostro Pasini, sconfitto per un pelo e, francamente, senza colpe. Mattia ha corso un’ottima gara – di quelle che gli abbiamo rimproverato di non aver corso nelle scorse settimane – e i risultati sono arrivati. Ora bisogna continuare così, anche perché mai come oggi il Bautista pigliatutto delle scorse gare è apparso invece vulnerabile e propenso a commettere grossi errori di valutazione. Confondere l’ultimo giro per il penultimo è distrazione in cui sono caduti diversi piloti ben più blasonati di lui (Wayne Rainey, solo per citarne uno…), ma in una categoria come la 125 è un errore madornale, e si paga carissimo. Un vero peccato, perché la rimonta di cui Alvaro si era reso protagonista era di quelle eroiche. Stesso discorso per Pesek, anche lui “colpevole” di aver vanificato con un errore – nel suo caso una staccata decisamente impossibile – un risultato probabilmente migliore. Già detto dell’ungherese della Honda (ripetiamo da tempo che vale più di quanto non dicano i risultati), passiamo ad un Simon che con lui ha perso un duello relativamente tirato. Il secondo pilota della KTM non ha i numeri del caposquadra, ma non si fa pregare troppo per stare nel gruppo di testa. In prospettiva possiamo considerarlo interessante, gli manca solo un po’ di convinzione. Tutto sommato positiva la gara di Lai (che ha però perso lo scontro diretto con un Faubel certo non brillante come ad Istanbul), Corsi ma soprattutto De Rosa, capace di mettersi sotto le luci della ribalta senza grossi timori reverenziali Foto: Milagro
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