Mototuristi per caso

Adriartica, un viaggio normale per gente speciale

Sandro Dutto
(09 dicembre 2009)



Partita il primo maggio 2009 e conclusasi il 7 giugno, la spedizione Adriartica ha macinato oltre 14.000 chilometri, lungo l'anello tracciato tra le strade dell'Europa e della Russia.

Un viaggio (che come lo si può dedurre dal nome), ha unito due mari da Venezia a Capo Nord partendo dall'Adriatico ed arrivando fino al mar Glaciale Artico, due mari così distanti ma cosi vicini per chi della distanza non ha mai avuto paura anzi ne ha fatto motivo di vita.

Un viaggio singolare, esaltante non tanto per l’itinerario ma per i partecipanti: Sandro Dutto e Simone Chieregato, nomi sconosciuti, certo, ma degni di nota. Il primo, anche se esperto viaggiatore è disabile ed insieme a Simone che in moto ha attraversato i deserti più terribili del pianeta, forma una coppia che si amalgama talmente che l'handicap del primo si annulla ed ha consentito a Sandro di affrontare il viaggio sulla propria moto (con delle moto a tre ruote) e visto il periodo e la distanza, ha dimostrato a se stesso, ed a tutti i disabili, che l'handicap a volte si può superare.

La spedizione "Adriartica" per tenere fede al proprio nome è partita da Venezia e precisamente dall'Arsenale della splendida città, una chiatta ha portato le moto e gli equipaggi fino al pontile dello splendido porto militare, dove in presenza dell'Autorità Portuale si è tagliato il nastro d'inizio dello spettacolare viaggio.

Il percorso si è snodato con un trasferimento tra Austria Germania, Polonia, per cominciare la "visita" nelle splendide repubbliche Baltiche, dose si ha avuto la possibilità di fare numerosi incontri piacevoli con la popolazione locale che dimostra ad ogni frase, una sorprendente gratitudine verso chi ha scelto di visitare il loro paese. Vilnius, Riga, Tallinn e molte altre, sono città prettamente medioevali, restaurate a regola d'arte, ma lasciate comunque nella loro originalità e quindi vedere mura torrioni, ponti levatoi, ecc. inserisce il visitatore in un'atmosfera quasi magica che ai nostri tempi diventa difficile trovare.

L'entrata in Russia ha "segnato" subito le moto, strade dissestate e brutto tempo, hanno ridotto le moto in condizioni precarie, tanto da costringere i due avventurieri, a togliere alcuni particolari (targhe, parafango posteriore) perché disintegratisi dalle vibrazioni. La Russia ha comunque saputo dare delle sensazioni che solo una terra sterminata come la Carelia e la penisola di Kola sanno dare, laghi parzialmente ghiacciati, boschi di betulle a perdita d'occhio, hanno lasciato un ricordo indelebile nelle menti dei partecipanti, ed ancora piccole escursioni in barca su isole remote per trovare stupende chiese ortodosse rigorosamente in legno, tra cui alcune realizzate senza l'ausilio di chiodi, per passare alle sterminate distese boschive tagliate solo dalla strada che si faceva varco a fatica tra le fronde le fittissime.

Raggiungere Murmansk via strada non è una meta ambita per i motociclisti, ma vedere il porto dove vengono tenuti i sottomarini nucleari dell'armata Rossa (in disarmo) ha ricompensato l'aver affrontato 2.000 chilometri di strada impossibile, con buche d'acqua e canali degni del Camel Trophy.

L'entrare in Norvegia passando dalla spettrale città Russa di Nikel, ci ha dato la sensazione di arrivare dall'aldilà; strade perfette, paesi ordinati e pieni di gente, auto della nostra generazione, cartelli stradali leggibili, semplicemente Europa, ci ha rincuorato molto, le giornate passate in Russia tra maltempo e sensazione di regime ancora presente, ci avevano abbassato il morale, ma ora si riparte nelle splendide pinete della Norvegia e per ragioni di praticità l'itinerario entra in Finlandia, dove strade quasi paraboliche serpeggiavano tra laghi e fiumi tanto da sembrare di essere su di un toboga.

Il passaggio nuovamente in Norvegia avviene quasi in sordina, avendo dimenticato che in Europa le frontiere non esistono più, ma al primo rifornimento il dover pagare con le Corone ci segnala il cambiamento di stato.
Capo nord come per tutti i motociclisti è un posto che una volta nella vita bisogna raggiungere e cosi è toccato anche per noi, l'arrivo è avvenuto alle 23,30, giusto in tempo per vedere il sole di mezzanotte, che per tradizione si è nascosto dietro le nuvole senza darci la soddisfazione di fare due foto con lui alle spalle.

Capo nord ha sempre il suo fascino, il tetto del mondo, l'ultima terra emersa prima del polo, ed averla raggiunta in moto sia per Sandro che per Simone ha avuto un attimo di commozione, i veri motociclisti hanno sempre delle mete mitiche e Capo nord era tra queste.

Lasciata l'isola di Capo Nord percorrendo il nuovo tunnel sottomarino che scende di ben 200 metri sotto il mare, la calata verso sud è molto veloce, subito in Svezia per ammirare i cambiamenti del paesaggio, con boschi più radi e meno laghi, ma incontri particolari, come quello con le alci, avuto tramite un personaggio incontrato per caso e da sempre allevatore degli splendidi animali. In viaggio cosi lungo merita qualche digressione, ed allora ancora Norvegia, per visitare Bergen, città che si affaccia sui mitici fiordi della Norvegia, spettacolare arrivarci, colli montani anche di 2000 metri, neve, ghiaccio, traghetti velocissimi e tante, tante curve, insomma uno "spettacolo" per chi della moto ne fa un credo.

Il viaggio oltre che a Capo nord, voleva portare i partecipanti in alcune capitali europee e quindi Oslo è stata la prima della lunga discesa, capitale della Norvegia, al primo impatto sembra addirittura spostata dagli Stati Uniti, palazzi modernissimi si alternano a case vecchie di secoli, donando un miscuglio piacevole e nello stesso tempo incomprensibile. Stoccolma ci affascina sia per le bellezze locali oltre che per i corsi d'acqua che l'attraversano, ricchi di barche e lunghi battelli in placida navigazione.

Il passaggio in Europa "continentale" avviene a Helsingborg per motivi economici, il fantastico ponte di Malmo è percorribile solo pagando una cifra che per noi è da reputarsi inavvicinabile. Copenaghen ci accoglie con un caos di traffico indescrivibile, biciclette da ogni parte e caldo afoso scioccante per noi che proveniamo dal freddo nord, qui ci accade un piccolo inconveniente, durante la notte il furgone che ci segue, viene preso di mira dai ladri e subiamo il furto di alcuni oggetti importanti, pazienza.

Nel lasciare la Danimarca decidiamo di prendere un ennesimo traghetto a Redby, che ci "scarica" direttamente in Germania e ci consente di risparmiare moltissimi chilometri. Lasciata rapidamente la Germania l’Olanda comincia ad offrirci i suoi splendidi paesaggi ed i mulini a vento ci attraggono talmente che non ricordiamo neppure quanti possiamo averne visti. Amsterdam ci accoglie con la sua tradizione multietnica, crediamo che in una città del genere si possa trovare veramente un rappresentante di ogni paese del mondo, nonostante questo la pulizia e l'ordine regnano sovrani, quindi il soggiorno ci appaga ampliamente, divertendoci a navigare sui canali con un vecchio barcone prestatoci da due ragazzi che nella stagione estiva, per sbarcare il lunario trasportano turisti sui canali.

Bruxelles per ragioni di tempo viene attraversata velocemente per poter recuperare tempo e dedicare qualche ora in più a Parigi. Solo una sosta a Marcinelle per ricordare la cruda tragedia successa ormai più di 50 anni fa.
L'arrivo notturno in una città come Parigi mette sempre qualche preoccupazione, traffico pazzesco e poche indicazioni ci costringono a girovagare alla ricerca di un albergo per parecchie ore, ma tutto viene dimenticato il giorno successivo dalla bellezza della città, la Senna e i vari quartieri ci fanno passare una giornata bellissima.

Da Parigi a Venezia il viaggio non è stato solo di trasferimento, Sandro avendo vissuto a Parigi ha saputo trovare un percorso nelle varie regioni, passando dalla Borgogna alle rive del Rodano, per rientrare in Italia dallo spettacolare colle del Moncenisio, ancora coperto di neve da costringere i partecipanti a riprendere l'abbigliamento pesante per il crollo vertiginoso della temperatura.

Ciliegina sulla torta è stata la fermata nelle Langhe, l'ultima notte è stata passata a La Morra (CN) a due passi dalla famosa valle del Barolo, dove in un agriturismo incantevole la coppia di spavaldi raider ha potuto riposare con una splendida vista sulle vigne del pregiato vino. L'arrivo sull'Adriatico è avvenuto a Chioggia, nella lucente piazzetta principale che si affaccia sul meraviglioso porto, dove gli amici e l'Assessore alla Cultura della città, hanno offerto un'accoglienza degna di eroi d'altri tempi, oltre ad offrire una targa ricordo per ringraziare i due motociclisti di aver portato cosi lontano il nome della repubblica marinara Veneta.

Adriartica si è basata principalmente sullo scopo con cui è nata l’associazione DISABILIOVUNQUE, e cioè innalzare il più possibile il limite oggettivo e soggettivo che ogni disabile si pone (a livello di viaggi ed esperienze motoristiche in genere), esprimendo con esempi pratici (in questo caso un viaggio), che la possibilità di elevare questi limiti è insita il ognuno di noi e grazie a queste dimostrazioni si possono trovare gli stimoli per viaggiare anche se si è in condizioni motorie particolari.

Adriartica è stato un viaggio sperimentale, inusuale, teso a dimostrare che i limiti non esistono se non nella nostra mente. Senza ostentare nulla ma con la sola pretesa di spronare quanti ancora non hanno riconosciuto le capacità e le risorse insite in ognuno di noi, Sandro e Simone viaggiano per quanti fin’ora non hanno potuto viaggiare ma ben presto lo faranno. Potrete trovare ulteriori informazioni e seguire le tappe del viaggio su www.disabiliovunque.it.

Sandro, cuneese cinquantenne, pilota di ogni mezzo motorizzato, campione motociclistico di enduro, istruttore di guida 4x4 per disabili, ha visto almeno mezzo mondo in trent’anni di viaggi, oggi organizza questa “spedizione” per concludere la sua “visita” del continente europeo.

Simone, trentottenne Veneziano, dei due è il diverso, lui cammina. A guardarlo bene però tanto normale non è: in solitaria ed in moto ha attraversato i deserti più terribili del pianeta e compiuto le traversate più ardue, in 20 anni di viaggi ha visitato oltre 40 paesi. Nonostante questo invidia la determinazione dell'amico Sandro che non si accorge mai di essere su di una sedia a rotelle

Una coppia di avventurieri che viaggiano senza voler dimostrare nulla, viaggiano per conoscere gente, scoprire mondi nuovi, per dimostrare a se stessi che la vita non finisce anche se il corpo dimezza le sue potenzialità, ed il più delle volte sono loro che “caricano” chi incontrano con la loro voglia di viaggiare, perché veder viaggiare una persona che ha subito certe menomazioni ti fa veramente dire che i limiti non esistono.
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